La verità su Tether e Bitfinex: davvero una truffa colossale?16 minuti

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Bitfinex è l’exchange con maggiori volumi al mondo, ma non solo, possiede anche l’indirizzo Bitcoin più ricco del pianeta, che custodisce circa 150 mila Bitcoin (monitorabile qui).

Dal sito di Bitfinex, si dice che per muovere i Bitcoin da questo indirizzo servano almeno 4 firme su 7 (chiavi private), appartenenti a 7 persone che in genere si trovano fisicamente in luoghi molto diversi del globo. Come l’exchange metta al sicuro i propri fondi è una questione affascinante: se consideriamo un valore di 10.000$per bitcoin (una media nella volatilità dell’ultimo periodo) quel wallet custodisce bitcoin per un controvalore di 1.500.000.000$ (1 miliardo e 500 milioni di dollari). E si tratta solo del wallet bitcoin! L’exchange ha anche una riserva per ogni crypto listata, oltre che una riserva in dollari e, ovviamente, in Tether dollars (USDT).

Ma cosa sono i Tether dollars, al centro di tanti rumors maligni e voci catastrofiste?

Theter è una cryptovaluta emessa da Tether Limited, una società di Hong Kong (con subsidiaries alle Virgin Island) nata in seno a Bitfinex, di cui condivide lo stesso CEO, Jan Ludovicus van der Velde. Lo scopo di questa cryptovaluta è quello di coprirsi dalla volatilità. In poche parole, se hai una crypto come Bitcoin su exchange e hai paura di un calo del prezzo, puoi convertire in USDT, che hanno un valore che tende sempre a essere pari al dollaro, quindi 1USDT = 1USD. La parità è mantenuta mediante l’espansione monetaria arbitrariamente gestita da Tether Limited, mediante creazione e distruzione di Tethers.

Perché usare Tether dollars anziché normalissimi USD? Balzano agli occhi tre ragioni in particolare:

1 – Per l’utente, non si pone più la domanda “ma quei 50 mila dollari che ho sull’exchange li dovrò dichiarare al fisco?”. Se l’utente possiede 50 mila USDT anziché 50 mila USD ha semplicemente una crypto come un’altra, che rientra felicemente nella zona grigia della regolamentazione.

2 – L’exchange può operare fregandosene delle policies Know Your Customer e Anti Money Laundering (KYC/AML) dettate dai governi, perché non sta conservando in alcun modo dollari per conto degli utenti

3 – I dollari non si possono spostare in giro per il mondo varcando legislazioni e frontiere nazionali, mentre gli USDT si possono inviare ovunuqe con un click. Tether è a tutti gli effetti una cryptovaluta e il suo registro pubblico è scritto sulla blockchain Bitcoin

Per questa ragione Tether è sempre più utilizzata dagli exchange in tutto il mondo che non hanno le licenze per operare come intermediari finanziari tradizionali, o non hanno una banca di appoggio, per cui possono permettere solo il trading di cryptocurrencies. Ad esempio Poloniex, Shapeshift o Bittrex.

Ci sono due elementi che rendono particolare Tether rispetto alle altre crypto:

– L’emissione e distruzione di tokens è completamente centralizzata nelle mani di Tether limited.

– Possedere Tether dollars dà titolo all’utente ad un equivalente quantità in dollari tenuta in riserva da Tether limited, come si vede nei termini legali:
“Tether Tokens are fully backed by the currency or property used to purchase them at issuance. Tether Tokens are denominated in a range of currencies. For example, if you purchase EURT, your Tethers are fully backed by Euros. If you cause to be issued EURT 100.00, Tether holds €100.00 to back those Tether Tokens.”
https://tether.to/legal/

(Tether ha iniziato a emettere anche token legati all’Euro e altre monete fiat)

Questo in teoria significa che chi possiede USDT potrà reclamare i propri USD. Ma non è così semplice: gli exchange non permettono di reclamare direttamente i dollari sul proprio conto corrente bancario, per due ragioni:

– I dollari sono tenuti in riserva sulle banche cui si appoggia Tether Limited. Quindi se non si è un cliente identificato da Tether e che ha superato le verifiche KYC/AML, non è possibile ricevere i fondi sul proprio conto bancario. È chiaro che ciò è dovuto non a un limite di Tether, ma alla regolamentazione dei governi

– Anche se si è clienti verificati di Tether Limited, potrebbe non essere possibile ricevere i dollari sul proprio conto per via di ulteriori restrizioni nazionali. È il caso dei cittadini Statunitensi che si sono visti chiudere i prelievi da Bitfinex. Non per via di Tether quindi, ma della burocrazia statunitense: le principali banche Taiwanesi su cui opera Tether Limited sono state bloccate dalle corrispondenti banche USA, inclusa Wells Fargo.

Quindi l’unico caso in cui è possibile ritirare effettivamente i dollari è interfacciarsi direttamente con Tether, oppure Bitfinex. Con l’eccezione di problematiche legali, Tether dichiara che i possessori possono regolarmente convertire i propri USDT in dollari sonanti: “Absent a reasonable legal justification not to redeem Tether Tokens, and provided that you are a fully verified customer of Tether, your Tether Tokens are freely redeemable”.

Le problematiche legali tuttavia sono state eccome d’intralcio a Bitfinex, che ha addirittura smesso di servire gli account verificati Statunitensi, principalmente per la pretesa della United States Securities and Exchange Commission di assoggettare le ICO ai regolamenti della finanza tradizionale. L’exchange, in agosto 2017, giustificò la decisione di sospendere il servizio per i cittadini USA affermando che “una percentuale incredibilmente piccola dei ricavi [di Bitfinex] proviene da account verificati di individui statunitensi, mentre una quantità drasticamente sproporzionata di risorse viene spesa per questi utenti, fra richieste di supporto, regolamenti, spese legali”.

Nonostante la lotta con la burocrazia, Tether ha recentemente avuto un grande successo, ottenendo un’adozione sempre maggiore da parte degli exchange di tutto il mondo. La linea blu nel grafico segue la capitalizzazione di mercato che in 1 anno è passata da 0 a 2,2 miliardi di dollari.

Stando ai Terms of Service di Tether, questo significa che nelle banche taiwanesi di Tether Limited dovrebbero esserci oltre 2 miliardi di dollari in riserva. È forse un’esagerazione?

Un account twitter attivissimo e molto seguito, l’utente anonimo Bitfinex’ed (https://twitter.com/bitfinexed) è particolarmente accanito contro Bitfinex e si cimenta in articoli e teorie complottistiche sull’accoppiata Tether e Bitfinex che mettono in agitazione gli utenti. Fra queste dicerie, vi è l’ipotesi che Tether si sia inventata numeri così alti e in realtà abbia “stampato” 2 miliardi di tether senza avere la corrispondente riserva in dollari. Con questi 2 miliardi avrebbe “giocato” su Bitfinex, comprando e vendendo Bitcoin a piacimento, manipolando così il prezzo di mercato. Questo fatto spaventa molto gli utenti: se un utente “scopre” di aver pagato 1 bitcoin 18 mila dollari solo perché il prezzo era manipolato da dei falsari, sarà più facilmente indotto al panic sell. Dopotutto 2 miliardi di dollari sono numeri così elevati che non stupisce sollevino dicerie malevole. A queste dicerie si aggiunge l’operato delle autorità americane che, come possiamo immaginare, non vedono di buon occhio il Tether. In fondo, è come se la società di Hong Kong avesse affiancato la Federal Reserve, emettendo dei token rappresentativi del dollaro, ma operando senza sottostare ad alcun regolamento USA e muovendo questi token a piacimento, creandoli e distruggendoli sulla base di una (presunta) riserva in dollari. Per questa ragione, le autorità USA hanno inviato recentemente un mandato di comparizione (“subpoena”) a Tether. Questo non significa che Tether sia accusato di qualcosa in particolare, ma certamente sostituirsi alla banca centrale dello Stato più potente del mondo è un’azione ardita che non passa inosservata. La notizia ha agitato ancor più un mercato già in fase “bear”, contribuendo al crollo del prezzo di questi giorni.

MERO COMPLOTTISMO O VERITÀ?

Ma tutte queste dicerie hanno un fondamento? E se si rivelasse vero che Tether Limited fa riserva frazionaria e stampa token senza un’equivalente riserva in dollari, cosa accadrebbe al mercato delle crypto?

Se sia vero o no, io non posso certo dare una risposta certa, ma posso invitarvi a fare un paio di considerazioni logiche.

Anzitutto, Tether è utilizzato da vari exchange, non solo Bitfinex. Tuttavia solamente considerando quest’ultimo, sappiamo che il valore dei bitcoin nel solo cold wallet è di circa 1.5 miliardi di dollari e, da aggiungersi a questa riserva, ci sono tutti gli indirizzi hot wallet. Dato che la capitalizzazione di mercato e i volumi di Bitcoin sono meno di 1/3 rispetto al totale di tutte le cryptovalute, potremmo ipotizzare che il solo Bitfinex abbia in riserva valori degli utenti in crypto per un controvalore che, nel complesso, è il doppio della sua riserva di soli Bitcoin in cold wallet, diciamo 3 miliardi di dollari. A questo punto, sembrano ancora così tanti i 2.2 miliardi di tether dollars? E alle riserve e ai volumi di Bitfinex, dobbiamo ancora aggiungere tutti gli altri exchange che usano Tether. Sono i calcoli della casalinga, ma ci vuole poco per capire che arriviamo a cifre davvero considerevoli.

Zhao Dong, noto early adopter Bitcoin, nonché shareholder di Bitfinex ha dichiarato che “io e Lao Mao abbiamo dato un’occhiata ai conti USD di Tether e Bitfinex nella stanza di Giancarlo [Giancarlo Devasini, numero due di Bitfinex], e l’account di Tether ammonta a 1.8 miliardi di dollari, mentre Bitfinex 1.1 miliardi. Il numero totale dei due account è di circa 3 miliardi USD, ovvero superiore all’attuale circolante di USDT” (vedi fonte)

Quindi l’emissione di questi USDT potrebbe semplicemente corrispondere all’ingresso di nuove persone interessate ad investire nel mondo delle crypto, depositando dollari che vengono messi a riserva e convertiti in tether dollars. In effetti, dall’estate 2017 Bitcoin ha iniziato ad essere al centro delle attenzioni dei media e delle masse, gli exchange hanno avuto sempre più difficoltà a gestire l’ingresso di nuovi utenti e, come abbiamo visto recentemente, in dicembre molti dei principali exchange hanno persino chiuso alle nuove iscrizioni per la troppa affluenza (Bitfinex, The Rock Trading, Binance), o addirittura hanno completamente sospeso il servizio, per fare un upgrade alla capacità della piattaforma (Kraken).

Non sorprende che fino a dicembre il prezzo di Bitcoin sia salito per l’ingresso di nuovi utenti, quindi l’ingresso di nuovi dollari nel sistema e, di conseguenza, anche tether dollars.

bitcoin price vs tether market cap

bitcoin price vs tether market cap

Come si vede dal grafico, l’immissione di nuovi tethers (linea blu nel grafico inferiore) corrisponde fino a dicembre all’aumento del prezzo di Bitcoin (linea verde nel grafico superiore).

Qualcuno ha una teoria diversa: il Bitcoin è salito non per via dell’ingresso di nuovi utenti, ma perché BTC veniva acquistato dai tether “creati dal nulla”, senza riserve in dollari. Questa spiegazione però mal si confà ai dati macroeconomici che abbiamo a disposizione. È davvero dura credere che la salita del BTC da 2 a 19 mila dollari (maggio-dicembre) sia stata sospinta dalla creazione di USDT, quando prima di Natale il market cap di Tether non aveva nemmeno raggiunto i 700 milioni di USDT in circolazione. Il market cap di tutte le crypto era già altissimo, mentre 700 milioni di USDT (e relativi volumi giornalieri) sono una nullità in confronto. L’aggregato dei volumi giornaliero in tutte le monete fiat (dollaro, euro, yen, yuan, won etc.) è passato dai 5 ai 50 miliardi di dollari al giorno nell’arco di pochi mesi. Il valore in dollari del market cap totale delle crypto era già di 300 miliardi di dollari a dicembre. L’influenza di Tether, anche fosse una vera truffa, sarebbe davvero limitata.

In ogni caso, questa teoria complottista non spiegherebbe l’immissione recente di 600 milioni di Tether sul mercato coincidente al crollo di Bitcoin. Insomma non c’è correlazione fra immissione di USDT e pump di Bitcoin. Anzi, come mostravo in questo articolo, Tether è stato emesso in grandi quantità anche negli altri grossi dump del prezzo di Bitcoin: a Novembre, mentre il market cap di Bitcoin passa da 150 a 100 miliardi di dollari (-35%), i tether andavano da 500 a 600 milioni (+20%), analogamente, dall’1 al 15 settembre, i tether passano da 320 milioni a 445 milioni (+40%), mentre Bitcoin calava da 80 miliardi a 56 miliardi (-30%). In poche parole, non possiamo ricollegare la creazione di Tether a un particolare andamento in salita o discesa del Bitcoin. L’unica informazione che possiamo dedurre è che, se dietro a Tether Limited non c’è niente di losco, semplicemente una nuova immissione significa che molti utenti hanno recentemente depositato grandi quantità di dollari che sono lì, pronti per comprare cryptovalute. Segnale che concorderebbe con le difficoltà degli exchange a gestire la massa di utenti in arrivo a dicembre. Insomma i dati macroeconomici non sembrano minare l’autenticità del prezzo di mercato di Bitcoin come genuina espressione della domanda e offerta degli utenti.

Ma teorie catastrofiste a parte, Tether e Bitfinex potrebbero comunque sfruttare la situazione, conseguendo profitti mediante comportamenti malevoli? La risposta è facile: “si, esattamente come tutti gli altri exchange e banche del mondo”. Infatti, non c’è alcuna differenza fra Bitfinex e decine di altri exchange da questo punto di vista e non vedo la ragione di preoccuparsi in particolare per Bitfinex, che anzi essendo da mesi (o forse anni) coi riflettori puntati addosso, per l’utente potrebbe anche essere una scelta più saggia rispetto a un exchange meno conosciuto.

Infatti se un utente compra USD su Bitfinex, sta comprando USDT, poiché Bitfinex non presenta la differenza fra i dollari e il token che li rappresenta (Tether). È questo un comportamento scorretto o corretto? Dato che Tether e Bitfinex sono pressoché la stessa entità, direi che è corretto. Perché? Semplice: qualsiasi exchange usa un token o comunque un’informazione digitale rappresentativa dei dollari che tiene in riserva. Questa riserva è generalmente un dato in una banca, non certo contante sotto al materasso del CEO dell’exchange. Non ci possiamo certo aspettare che quando compriamo USD su Kraken o Coinbase, il CEO di questi exchange sposti delle banconote sonanti da sotto il cuscino con scritto Bob e le metta sotto un altro cuscino con scritto Alice. Se Alice vende BTC a Bob su Kraken, i dollari che vanno da Bob ad Alice rimangono belli fermi nel conto di Kraken, nella banca x o y. Quello che effettivamente si muove, è un dato digitale di pura contabilità: n. dollari sono passati ad Alice. Se l’exchange usa un token come Tether o un altro tipo di contabilità, come inchiostro su un registro, o un foglio excel, o nel database SQL della piattaforma, cosa cambia all’utente finale? I movimenti di Tether sono anzi più trasparenti rispetto alla contabilità tenuta in un database bancario, poiché vengono scritti su blockchain: http://omnichest.info/lookupsp.aspx?sp=31

In fondo, tutti gli exchange potrebbero fare riserva frazionaria e quindi rischiare di essere insolventi, esattamente come fanno le banche tradizionali. Noi che ci preoccupiamo tanto per Bitfinex siamo per caso andati a controllare se i movimenti in dollari o euro di Kraken o GDAX sono coperti al 100% da riserva in moneta fiat? Abbiamo fatto indagini per cercare di scoprire se i dipendenti di questi exchange fanno insider trading? Anzi, dirò di più, pensiamo forse che le grandi banche tradizionali, apparentemente così ligie alle autorità pubbliche occidentali, siano in una condizione migliore?

Personalmente, mi fido più di un exchange che dimostra inequivocabilmente di avere in riserva oltre un milione di Bitcoin e dove i passaggi contabili in dollari sono registrati sulla blockchain, piuttosto che una banca tradizionale. Di base, c’è più trasparenza per l’utente finale e, se proprio dovesse esserci una truffa, abbiamo visto che non vige comunque l’anarchia totale: persino i frodati da MTGox, dopo il famoso fallimento, hanno potuto appellarsi alle autorità pubbliche e avere anche un risarcimento (per quanto in vile moneta fiat).

La differenza fra Bitfinex e una banca come Monte dei Paschi è che almeno il cold wallet in bitcoin di Bitfinex, con tutta la sua riserva, è osservabile da chiunque, in tutti i suoi movimenti, in qualsiasi momento, ad un semplice click, poiché è trasparente e registrato sulla blockchain. Probabilmente, se fosse la stessa cosa per Monte dei Paschi, non saremmo arrivati alla situazione per cui c’è bisogno di 8 miliardi di euro pagati dai contribuenti per coprire, ancora una volta nella storia, la solita frode-non-frode della riserva frazionaria.

Detto ciò, è sempre meglio non fidarsi di nessuno. Il bello di Bitcoin è proprio che puoi custodirlo e trasferirlo ovunque nel mondo senza doverti affidare a una banca né a un exchange. Se ritiriamo i nostri Bitcoin dall’exchange e li teniamo sul wallet, passa la paura.

Ma ora stiamo parlando di Bitfinex, che ne è degli altri exchange che listano USDT? Se Tether si rivelasse una frode, si scatenerebbe un effetto domino? No. Gli exchange non si sobbarcano alcuna responsabilità: se Tether fallisce e il valore va a zero, l’utente incorre in una perdita esattamente come se tenesse sull’exchange una qualsiasi altra cryptovaluta. Nessun exchange eccetto Tether Limited garantisce la conversione 1USDT=1USD. Lo chiarisce bene Kraken:

Quindi nessun exchange ne risentirebbe: la responsabilità della perdita è in capo al singolo utente. Gli exchange che fanno uso di USDT come Poloniex o Bittrex non permettono depositi o prelievi in dollari, perciò l’unico modo per ottenere USDT su quelle piattaforme è effettivamente trasferirvi i bitcoin in proprio possesso (o altre crypto) e venderli in cambio di USDT, sapendo che per portare quel valore fuori dalla piattaforma sarà comunque necessario riconvertire in bitcoin. A questo punto, se non per ripararsi da un crollo momentaneo del mercato (come capita periodicamente), chi e per quale ragione dovrebbe tenersi per un lungo periodo USDT su un exchange? Il prezzo del dollaro è soggetto a inflazione e, come vediamo nei grafici, da anni perde potere d’acquisto in modo esponenziale rispetto alle cryptomonete deflazionistiche. Qualsiasi holder dovrebbe essere conscio di questo, oltre che del rischio generico in cui si incorre mantenendo qualsiasi tipo di valore sugli exchange. Da sempre, al proprio battesimo nel mondo delle cryptovalute, la parola d’ordine che viene ripetuta allo sfinimento è: “conserva i bitcoin sul tuo wallet, non sull’exchange”. Chi trasgredisce alla regola numero uno è causa del suo male.

Infine, cosa pensa “il mercato” dei Tether? Lo sappiamo grazie a Kraken, che ha listato USDT in un unico pair: USDT contro veri dollari USD. Questo permette proprio di capire se c’è fiducia in USDT. Se non ci fosse, i traders shorterebbero USDT, prendendoli a prestito e quindi vendendoli in cambio di dollari in rapporto 1 a 1, credendo in un crollo imminente di USDT rispetto a USD (se così fosse, a chiusura della posizione restituirebbero USDT ad un valore molto inferiore, guadagnando sulla differenza). Se molti utenti facessero così, il prezzo di USDT crollerebbe rispetto al dollaro e, per mantenere la parità di cambio, Tether Limited dovrebbe ritirare dal mercato grandi quantità di tether, distruggendoli. Se quindi ci fosse sfiducia, la quantità di Tether in circolazione e di conseguenza il market cap diminuirebbe drasticamente. Invece la sfiducia non c’è, poiché è esattamente il contrario: Tether viene emesso in grandi quantità e il prezzo rispetto al dollaro rimane 1 a 1. Non c’è modo di circuire questo meccanismo, dato che è trasparente negli scambi USDT/USD su Kraken, salvo pensare che anche Kraken sia colluso in una gigantesca truffa, truffa che a questo punto non è chiaro a chi gioverebbe e con che dinamiche.

Nel frattempo, Tether Limited dichiara di rispettare il rapporto di 1USDT=1USD nelle sue riserve e a dimostrazione ha pubblicato 4 audit ufficiali svolti periodicamente nel 2016 e 2017 dell’agenzia Taiwanese TOPSUN CPAs & Co. Di seguito l’ultimo documento che certifica la solvibilità di Tether Limited:

Il documento è datato 4 settembre 2017, ma fa riferimento allo stato dei conti in banca di Tether fino al 31 marzo 2017. In seguito, Tether Limited si è rivolta a Friedman LLP, in New York, per svolgere auditing. L’agenzia ha rilasciato un documento da cui risulta la correttezza dei conti dal 6 ottobre 2014 al 15 settembre 2017, come possiamo leggere dal documento integrale

Tuttavia il documento non è un audit ufficiale, ma un “servizio di consulenza” e risalente comunque a settembre. A gennaio di quest’anno Bitfinex termina il rapporto con Friedman LLP senza dare particolari spiegazioni. Perché? La risposta forse ce la può dare ancora Zhao Dong, il quale afferma che Giancarlo Devasini non è attualmente nella posizione di divulgare apertamente lo stato dei conti in banca per via delle pressioni da parte degli Stati Uniti, che sta cercando di bloccare Tether con vari mezzi e, in futuro, Tether potrebbe non ancorarsi più al dollaro, ma ad un’altra moneta, come l’Euro o lo Yen. Il commento integrale di Zhao Dong, che si può leggere qui, arriva guarda caso proprio due settimane dopo il lancio di EURT, ovvero i Tether Euro. Se Tether dimostra agli Stati Uniti che sta emettendo una cryptovaluta usando 2 miliardi di dollari come sottostante, probabilmente i problemi di Tether si accentuano anziché diminuire. Insomma, pare più probabile che tutti i limiti ai trasferimenti bancari e l’opacità di Tether siano dovuti non tanto a tentativi di frode, quanto alla fatica ad aggirare i paletti posti dalle autorità statunitensi.

Non garantisco per nessuno, ma se proprio bisogna scegliere fra Tether e il misterioso account Bitfinex’ed, ammetto di avere delle simpatie. Mi chiedo chi è che finanzi quei dieci o quindici tweet e articoli che Bitfinex’ed pubblica ogni giorno, scagliandosi quotidianamente contro Tether, Bitfinex e molti altri big delle cryptovalute: https://twitter.com/bitfinexed

Community di bitcoiners, prima di postare, commentare, condividere, cercate di capire chi sta giocando, e qual è il gioco.

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34 risposte

  1. Andrea ha detto:

    Come sempre molto preciso, puntuale, ficcante….complimenti!

  2. Surfab ha detto:

    bravo!

  3. Stefano ha detto:

    Grazie Alberto per le ottime info che distribuisci

  4. Leon ha detto:

    Ottimo articolo. Grazie dell’informazione.

  5. alfredo giovannetti ha detto:

    Gran bell’articolo, complimenti Alberto.

  6. Tommy ha detto:

    Veramente ottima analisi. Grazie

  7. Peaceful Man ha detto:

    By the Way what do you think about the Litecoin Fork some articles are waiting about that should Happen on the 19th? LCC or Litecoin Cash given Away at a 10 to 1 ratio seems to good to be true. Any comment on that?

  8. gianka ha detto:

    Grande Alberto!!

  9. Luca ha detto:

    Su riserva valore nel cold wallet Bitfinex: 1) Bitfinex non è Tether Ltd. Le riserve non dovrebbero essere tenute da Tether Ltd e vincolate allo scopo dichiarato di backing 1:1 con USD? 2) Il valore nel cold wallet è riserva o sono i Bitcoin degli utenti di Bitfinex? Nel secondo caso, che garanzia dovrebbero fornire sul rischio Tether?
    Sulla rivelazione Zhao Dong account da stanza Devasini: Perchè l’informazione non viene rivelata da Tether Ltd o da un audit? Zhao Dong è uno shareholder in Bitfinex, è come dire che sta confermando un dato a difesa di una società in cui ha interesse in prima persona. Quanto può valere una ‘conferma’ del genere?
    Su prezzo BTC vs emissione Tether: non vengono menzionati i findings del Tether Report del 24 Gennaio http://www.tetherreport.com, che mostrano come “48.8% of BTC’s price rise in the period studied occurred in the two-hour periods following the arrival of 91 different Tether grants to the Bitfinex wallet.”
    Il market Cap 700ML Tether Dic 2017 non considera che la crescita dei prezzi è molto maggiore rispetto al market cap dell’asset che l’ha generata (Tether), per fattori quali il leverage. Tether emesso in grandi quantità anche in grossi dump di Bitcoin: questo non avviene perchè Tether viene acquistato (come conseguenza del dump BTC) e quindi deve essere emesso per mantenere il prezzo 1:1 con USD?
    Bitfinex presenta USDT come “USD”: corretto perchè ‘informazione digitale rappresentativa dei dollari che tiene in riserva’. Gli USDT non sono assolutamente equivalenti ai dollari, per molto tempo non non era garantita nemmeno la loro rimborsabilità in USD secondo i Legals di Tether Ltd, e ora pare lo siano solo per utenti validati; non si possono trasferire su conti bancari come fossero dollari, perchè non lo sono. Inoltre legalmente se fossero dollari, il loro acquisto da parte di residenti in certi paesi – come USA – obbligherebbe i loro proprietari a dichiararli etc. Quindi come fa un comportamento del genere a non essere mendace, gravemente mendace?
    Su rimborsabilità Tether: Tether Ltd aveva tolto la possibilità di redimere USDT per USD. I Legals di recente sono cambiati perchè dicono: “Absent a reasonable legal justification not to redeem Tether Tokens, and provided that you are a fully verified customer of Tether, your Tether Tokens are freely redeemable.” Quindi ora si, per clienti verificati. È da verificare l’effettiva redimibilità dei Tether per gli utenti verificati: quanti hanno effettivamente ricevuto USD in cambio degli USDT che detenevano, e che conti erano?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      1) Non so come si regolino le banche taiwanesi, se le riserve possono essere intestate a una o l’altra società, né so esattamente il rapporto fra le due società, se Tether è controllata/partecipata o cosa. Fatto sta che, nella pratica, mi sembra siano trattate come un unicum
      2) Il valore nel cold wallet sono i bitcoin degli utenti (nella maggior parte almeno) e non dovrebbero fornire, né forniscono, alcuna garanzia su Tether. Se però si parla di valori per miliardi di dollari in bitcoin, si può capire il motivo per cui esistono miliardi di tether dollar: sono stati creati quando gli utenti hanno depositato dollari per comprare bitcoin
      3) la rivelazione di Zhao Dong non vale tanto per la persona (anzi..), ma per il concetto: è effettivamente una spiegazione plausibile il fatto che Tether non faccia disclosure dei conti perché potrebbe rischiare effettivamente un (“ulteriore”) ban statunitense. Credo sia anche il motivo per cui inizialmente non scrivevano nei termini legali della parità USDT=USD
      4) Dici: “Tether è emesso in grandi quantità anche in grossi dump di Bitcoin perchè Tether viene acquistato come conseguenza del dump BTC e quindi deve essere emesso per mantenere il prezzo 1:1 con USD”.
      Rispondo: se tether viene acquistato, la coppia dollaro/tether si apprezza nei confronti di Bitcoin, non c’è motivo per cui Tether si debba apprezzare nei confronti di USD e quindi che sia necessaria un’emissione di nuovi Tether per pareggiare il cambio. Se Tether è finto e creato apposta per comprare BTC, significa che Bitfinex sta immagazzinando i BTC degli utenti comprati a prezzo più alto rispetto al prezzo di mercato (aka degli altri exchange), forse riuscendo anche, nonostante l’arbitraggio, a tenere il prezzo medio di bitcoin fra i vari exchange leggermente (ma leggermente) più alto di quello di libero mercato. In ogni caso questo significherebbe solo che Tether viene immesso su Bitfinex perché è una frode, non che è una frode perché viene immesso per mantenere la parità col dollaro. Quindi non capisco il punto, non è un argomento a favore della tesi che tether è truffa.
      5) sulla “mendacia di Bitfinex che presenta USDT come USD”, forse non è chiaro il punto: qualsiasi exchange usa un token/informazione per indicare i propri USD in riserva. Come sai che gli USD dei balance di Kraken siano veri USD e quelli di Bitfinex no? L’unica differenza è che nel caso di Bitfinex gli spostamenti sono tracciati su blockchain. Altri exchange, per loro libera scelta, hanno deciso di adottare lo stesso token che usa Bitfinex, richiedendo a tether il token per far fronte alla domanda degli utenti che vendono le loro altre crypto per USDT. Immagino che Tether in cambio accetti crypto. Ma sono in primis gli utenti a volere deliberatamente questa cosa e che decidendo quindi di fidarsi e comprare USDT. Se non si fidassero non comprerebbero USDT.
      6) Dici che è da verificare l’effettiva redimibilità dei Tether per gli utenti verificati. È un problema di chi ha depositato dollari e ottenuto USDT, o no? Io queste persone non le conosco, ma in ogni caso non ho sentito nessuno di questi che si lamentasse (se non per quelli che non possono più ritirare USD negli USA da Bitfinex, ma lì sappiamo qual è la ragione…)

      • Luca ha detto:

        (1) Sia Bitfinex che Tether LLC sono possedute e controllate da iFinex. Sono un unicum in termini delle persone fisiche che le controllano, ma sono entità separate a livello legale. Questo significa che una può essere liquidata senza che gli altri rami cadano con essa.
        (2) Appunto, i Bitcoin degli utenti nel cold wallet Bitfinex non sono garanzia rispetto alle riserve che dovrebbe avere Tether LLC. I miliardi di Tether dollar sono stati creati quando gli utenti hanno depositato dollari per comprare USDT: se questi USDT non hanno il corrispondente in USD versato dagli utenti, i dollari sono stati usati in altro modo. Perchè gli USDT dovrebbero esser stati creati quando gli utenti hanno depositato dollari per comprare Bitcoin?
        (3) Di cosa esattamente la sua rivelazione è una spiegazione? Se Tether LLC non può fare una disclosure dei Conti, le voci informali contano poco o nulla.
        (4) “se tether viene acquistato, la coppia dollaro/tether si apprezza nei confronti di Bitcoin, non c’è motivo per cui Tether si debba apprezzare nei confronti di USD e quindi che sia necessaria un’emissione di nuovi Tether per pareggiare il cambio.” > Se c’è alta domanda di Tether, c’è meno disponibilità di Tether sul mercato in generale: per chi lo vuole acquistare da BTC, ma anche per chi lo vuole acquistare da USD. Ci sarà comunque una domanda di USDT da USD, e nel momento in cui i detentori di BTC passano a USDT, anche la domanda di USDT da USD si troverà con un’offerta minore sul mercato. E quindi il prezzo sale.
        “Bitfinex sta immagazzinando i BTC degli utenti comprati a prezzo più alto rispetto al prezzo di mercato” > Perchè a prezzo più alto? Gli basta comprarli anche al prezzo di mercato, il punto è se sono stati comprati con gli USD ricevuti in cambio dei Tether.
        “questo significherebbe solo che Tether viene immesso su Bitfinex perché è una frode, non che è una frode perché viene immesso per mantenere la parità col dollaro. Quindi non capisco il punto, non è un argomento a favore della tesi che tether è truffa.” > I grossi problemi di Tether sono due: che sia una frode, e la parità col dollaro. Il secondo è intrinseco alla natura del Tether, forse più rischioso, e qui possiamo anche evitare di discuterlo. Il punto del Tether Report è argomento a favore della tesi che Tether è una truffa perchè mostra che ha inflazionato il valore di Bitcoin sul mercato ed è quindi stato presumibilmente (o possibilmente) usato per comprare Bitcoin (invece che accantonato in riserva per fare parità 1:1 con il dollaro).
        (5) “Come sai che gli USD dei balance di Kraken siano veri USD” > Se li chiamano USD e non lo sono, è mendace anche Kraken. I clienti devono sempre trasparenza e certezza del bene che comprano. Un token non è una moneta fiat.
        (6) Su questo punto non ho indagato a sufficienza. Un articolo diceva che solo pochi utenti con grossi conti parevano in grado di redimere i propri Tether per USD. Bisognerebbe approfondire.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        1) okay. Quindi?
        2) “Perchè gli USDT dovrebbero esser stati creati quando gli utenti hanno depositato dollari per comprare Bitcoin?”
        perché è il metodo previsto con cui Tether dovrebbe essere creato. Se non è così, stiamo presupponendo malafede e la prova che abbiamo per dimostrarlo è la stessa che abbiamo per qualsiasi altro exchange: come sappiamo che i balance negli exchange siano corretti? Non lo sappiamo, non abbiamo alcun audit fatto per nessun exchange.
        3) è una possibile spiegazione del motivo per cui Tether non faccia disclosure. Fra l’altro, nessun altro exchange ha fatto audit o disclosure, non vedo perché impuntarsi su Bitfinex.
        4) Non funziona come dici. Tether su bitfinex è USD, esattamente come su Kraken USD sono i dollari. In entrambi i casi, non puoi sapere se dietro agli USD di bitfinex ci siano dollari veri, come non lo sai di Kraken. In entrambi i casi, quando vai a calcolare il tasso di cambio fra dollaro e bitcoin, vengono usati i token USD in Kraken e USD in Bitfinex (che sono anche detti USDT). Quindi se Tether è comprato sugli exchange, risulta che è comprato il dollaro e questo si apprezza. Si apprezza quindi il dollaro sul bitcoin, non il tether sul dollaro.
        Inoltre, nel momento in cui i detentori di BTC passano a USDT, significa che stanno comprando gli USD che Tether (o Bitfinex) ha in cassa, non c’è quindi nessuna differenza di prezzo fra USD e USDT. L’unico caso in cui si apprezza Tether è quello in cui viene tradato direttamente contro dollaro su Kraken.
        Dove dico che la truffa che Bitfinex può fare stampando i Tether è quella di immagazzinare i BTC degli utenti comprati a prezzo più alto di quello di mercato, intendo dire che se non ci fosse il “finto dollaro” di finex a comprare BTC, il prezzo sarebbe più basso. Quindi il prezzo di mercato non distorto da finex sarebbe diverso. E no, quei btc non sono stati comprati “con gli USD ricevuti in cambi dei Tether, ma con i Tether.

      • Luca ha detto:

        (1) Quindi se sono entità legalmente diverse, cosa prova il fatto che una delle due abbia delle riserve, rispetto al fatto che dovrebbe averle l’altra?
        (2) Non mi risulta che sia il metodo con cui Tether dovrebbe esser creato. L’emissione di Tether non avviene perchè gli utenti depositano dollari per comprare Bitcoin. L’emissione avviene per mantenere la parità col dollaro. Quando sale la domanda per USDT, il prezzo di 1 USDT può salire sopra 1 USD: nuovi USDT vengono emessi e venduti per 1 USD, finchè il prezzo non torna in parità. (anzi, dato che gli utenti lo usano per fare hedging sulla volatilità delle cripto, la domanda di USDT cresce quando il prezzo di BTC scende).
        (3) Per questo specifico problema, non è Bitfinex che deve fare disclosure: è Tether LLC.
        (4) “non puoi sapere se dietro agli USD di bitfinex ci siano dollari veri, come non lo sai di Kraken.” > lo sai quando li prelevi perchè gli USD puoi trasferirli con un bonifico in una banca, mentre con USDT non puoi effettuare nessun bonifico. Gli USD di Kraken sono USD prelevabili, che possono essere bonificati ad una banca, gli USDT no.
        “Quindi se Tether è comprato sugli exchange, risulta che è comprato il dollaro e questo si apprezza. Si apprezza quindi il dollaro sul bitcoin, non il tether sul dollaro.” > No, risulta che è comprato USDT e si apprezza il Tether sul dollaro. Altrimenti perchè Tether LLC deve continuamente emettere nuovi USDT (e ritirarli quando il loro valore scende), se non per mantenere la parità col dollaro?
        “L’unico caso in cui si apprezza Tether è quello in cui viene tradato direttamente contro dollaro su Kraken.” > Certo, perchè non è il dollaro. Ma non è l’unico caso, è solo quello che si vede in modo più esplicito perchè Kraken ha anche il cambio diretto USD/USDT. Ma negli altri exchange “USDT” non è il dollaro, è il token emesso da Tether, infatti non lo puoi trasferire se all’interno del circuito delle criptovalute.
        La presunta truffa consiste nella possibilità che i dollari incassati in cambio dei Tether siano stati usati per acquistare BTC.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        1) Se partiamo dall’assunto che Bitfinex usa Tether, poiché permette anche di prelevare USD (anche se non a cittadini statunitensi) allora per forza di cose deve avere accesso ai dollari usati come sottostante ai Tether. È probabile che non si faccia distinzione e tutti i soldi in banca siano della holding ifinex. L’emissione di tether avviene perché gli utenti depositano dollari. Se poi ci comprano Bitcoin o qualsiasi altra crypto o fanno funding o altro trading su finex non lo so. Presumibilmente molti di quei dollari finiranno in bitcoin, per una semplice questione statistica. Non posso emettere tether per il semplice fatto che qualcuno vuole vendere bitcoin. Su un exchange per vendere bitcoin devo avere qualcuno che li compra. Se avessi un’emissione di tether solo per andare a comprare i bitcoin venduti sulla piattaforma, senza che ci sia un corrispondente deposito in dollari, significa già presumere l’esistenza della truffa. Quindi dire che USDT si apprezza rispetto a USD perché sui broker dove si vendono bitcoin questi vengono comprati in USDT significa che tether è una truffa e quindi non può essere il funzionamento fisiologico ufficialmente attribuito a tether.
        4) se avevo tether su bitfinex e da lì mi bonifico soldi, vuoi in euro o in dollari, significa che quella fiat money da qualche parte c’è.
        5) tether ritira e immette tether in base alla quantità di dollari (fiat money) che fluiscono dentro e fuori tether o bitfinex.
        La presunta truffa comunqe sarebbe non usare i dollari per comprare btc, ma usare tether creati dal nulla (senza che vi siano dollari sotto) per comprare btc

  10. La verità ha detto:

    Un’altra analisi ben documentata dice esattamente il contrario: http://www.tetherreport.com/
    Secondo me l’autore dell’articolo prende troppo alla leggera il problema! E’ quasi certo che siano stati stampati USDT senza copertura cosa che porterà inevitabilmente alla chiusura di Bitfinex!

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Se è per quello, questa analisi sostanzialmente sostiene che non c’è alcuna correlazione statistica: http://forklog.net/so-have-we-got-tethered/

      • Luca ha detto:

        Quell’analisi viene messa in dubbio in diversi commenti. Alcuni esempi:
        1. Usa il coefficiente di correlazione di Pearson su due variabili con distribuzione non normale.
        2. Confronta la variazione giornaliera della market cap di Tether con quella del prezzo di BTC, quando è ragionevole che l’incremento del prezzo di BTC non sia avvenuto immediatamente dopo l’emissione di Tether sul mercato. Si dovrebbe considerare un intervallo di alcuni giorni sucessivi all’emissione di USDT, o almeno 24 ore dopo l’emissione. È comunque strano che la correlazione sia sempre prossima allo zero anche variando il numero di giorni sucessivi all’emissione. (altra cosa non chiara è che rimuovendo gli outliers la correlazione è maggiore: da -0.17 a -0.08)
        3. Probabilmente il punto chiave: la variazione di prezzo del BTC si sarebbe dovuta confrontare non alla variazione della market cap di Tether, ma alla quantità di Tether emessi sul mercato. Anche perchè dal secondo grafico si vede già chiaramente che dopo 200 giorni, cioè nell’ultimo quadrimestre del 2017 (il periodo in cui le emissioni di Tether hanno influenzato maggiormente il mercato), la variazione tende sempre più a zero; ciò è del tutto naturale: perchè le emissioni rappresentino delle variazioni significative rispetto alla market cap, dovrebbero essere ogni volta esponenzialmente più grandi, nell’ordine di centinaia di milioni di Tether emessi. Questo non ha senso, col passare del tempo è logico che la variazione della market cap sarà sempre più bassa.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Se anche le due variabili fossero correlate linearmente, ci sarebbe una spiegazione plausibile ed è quella che ho detto sopra: usd immessi per comprare btc.
        La quantità di tether immessa sul mercato è esattamente uguale alla variazione di market cap, essendo 1USDT=1USD.

      • Luca ha detto:

        La quantità di Tether immessa sul mercato è un valore assoluto, la variazione della market cap è una percentuale, come può essere la stessa cosa?
        È logico che col passare del tempo, essendo la market cap sempre maggiore, le immissioni di Tether rappresenteranno una % sempre minore della variazione di market cap, mentre in valore assoluto la quantità emessa può essere molto rilevante.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Ovviamente Intendevo dire che la variazione % di tether immessa sul mercato è equivalente alla variazione % di market cap (miii che pignolo che sei! xD)
        La tua tesi è che tether influenza il prezzo di bitcoin, però poi aggiungi quanto appena dichiarato. Se è come dici, allora il problema macroeconomico si risolve da solo: talmente sale il prezzo di bitcoin e quindi il suo market cap, che l’immissione di nuovi tether per quanto enorme diventa irrilevante : )) L’immissione di tether sarebbe quindi una truffa localizzata di cui beneficia bitfinex ma che non produce rischio sistemico.
        Come scrivo nell’articolo :
        “È davvero dura credere che la salita del BTC da 2 a 19 mila dollari (maggio-dicembre) sia stata sospinta dalla creazione di USDT, quando prima di Natale il market cap di Tether non aveva nemmeno raggiunto i 700 milioni di USDT in circolazione. Il market cap di tutte le crypto era già altissimo, mentre 700 milioni di USDT (e relativi volumi giornalieri) sono una nullità in confronto. L’aggregato dei volumi giornaliero in tutte le monete fiat (dollaro, euro, yen, yuan, won etc.) è passato dai 5 ai 50 miliardi di dollari al giorno nell’arco di pochi mesi. Il valore in dollari del market cap totale delle crypto era già di 300 miliardi di dollari a dicembre. L’influenza di Tether, anche fosse una vera truffa, sarebbe davvero limitata”

      • Luca ha detto:

        La tesi non è la mia ma di chi ha svolto lo studio citato. Per quanto mi riguarda, valuto argomenti a sostegno di entrambi i lati.
        In uno studio di questo tipo, usare la variazione % tether sul mercato potrebbe mostrare che ad incrementi molto piccoli della quantità di tether corrispondano incrementi considerevoli nel prezzo di Bitcoin, e vice versa. Questa analisi non lo mostra, ma in questa analisi c’è qualcosa che non torna, i risultati sono troppo opposti a quelli del Tether Report. Ad esempio non è chiaro l’arco temporale considerato per confrontare le variazioni: il prezzo del Bitcoin dovrebbe essere analizzato anche prima dei grants di Tether, non solo lo stesso giorno in cui sono avvenuti i grants, perchè altre osservazioni hanno mostrato che i grants sono avvenuti in momenti di caduta o stallo del Bitcoin, quindi l’effetto dei grants può essere stato inizialmente di stabilizzare il Bitcoin.
        Tether rappresenta rischio sistemico perchè il market cap delle criptovalute non corrisponde alla quantità di denaro fiat immesso nel mercato: questo è una frazione della market cap (circa 50:1 secondo le stime JP Morgan). 300ML di $ di market cap a Dicembre non significa che ci sono 300ML di $ investiti nelle criptovalute. Invece Tether, dato che dovrebbe avere 1 moneta fiat per ogni USDT, rappresenta un’eccezione rispetto alla maggior parte delle altre criptovalute: secondo le stime potrebbe contare realmente qualcosa come il 25% del mercato. Anche secondo stime molto più conservative, comunque è ben oltre lo 0,5%. Infatti è la SECONDA moneta per volume di transazioni (12-13%). Come fa la sua influenza ad essere limitata?

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Concordo che il market cap sia una frignaccia. Ma se una coin ha il 12% dei volumi di mercato, di cui magari il 50% su btc, per pensare che abbia davvero una qualche influenza a livello macro sul prezzo di bitcoin è necessario che sia completamente o in larga parte uno scam, cioè la maggior parte di scambi in tether dovrebbero essere truffaldini, non una piccola/piccolissima parte.

      • Luca ha detto:

        Penso che al massimo si potrebbe stimare che la metà (o meno) degli scambi conseguenti alle emissioni di Tether siano stati ‘fraudolenti’ (nel senso che sono stati effettuati con denaro versato a fronte di USDT che non è stato messo in riserva). Assumendo cioè l’ipotesi truffa con queste dinamiche, al massimo per ogni USD versato in cambio di un Tether, è stato acquistato BTC.

  11. La verità ha detto:

    Inoltre le autorità americane hanno respinto i documenti presentati da Bitfinex del 4 settembre 2017 in quanto poco credibili ed hanno richiesto il subponea del 6 dicembre alla quale non hanno ricevuto risposta!

    • Luca ha detto:

      Ci sono diverse altre considerazioni da discutere, peccato che la formattazione dei commenti pare rendere impossibile discutere qui.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Andate a capo una sola volta, non due, e la formattazione risulta corretta. Credo sia un problema del tema, quando avrò tempo proverò a correggerlo.

  12. Federico ha detto:

    Applausi per l’ottima analisi!
    Ho visto anche che hanno pubblicato il tuo articolo sul Blog di Mercato Libero ma senza alcun tuo riferimento … http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.it

  13. Luca ha detto:

    (la funzione ‘rispondi’ è scomparsa sui commenti del thread sopra, quindi devo creare un nuovo commento)
    (1) Non si sa quanti utenti riescano effettivamente a redimere Tether per USD. È molto difficile trovare dati a riguardo.
    “È probabile che non si faccia distinzione e tutti i soldi in banca siano della holding ifinex.” > Non si sa dove sono effettivamente gli asset, potrebbero essere parte in Bitfinex, parte in Tether LLC, parte in iFinex; non si sa perchè non c’è mai stata trasparenza a riguardo. Se non si trovano in Tether LLC, e vincolati allo scopo dichiarato, non rappresentano alcuna garanzia sul backing col dollaro.
    “L’emissione di tether avviene perché gli utenti depositano dollari.” > L’emissione di Tether avviene per mantenere la parità col dollaro (quando USDT>1USD); se avvenisse solo sulla base della domanda degli utenti, come farebbe il prezzo di Tether a non salire ben oltre 1USD e quindi perdere la parità?
    “Non posso emettere tether per il semplice fatto che qualcuno vuole vendere bitcoin.” > Infatti l’emissione di Tether non dipende dall’offerta di Bitcoin.
    “Se avessi un’emissione di tether solo per andare a comprare i bitcoin venduti sulla piattaforma, senza che ci sia un corrispondente deposito in dollari, significa già presumere l’esistenza della truffa.” > La truffa può avvenire in quel modo, oppure usando il deposito in dollari degli acquirenti di Tether per acquistare Bitcoin (e/o altre criptovalute) invece di allocarlo in riserva come dichiarato. Il secondo modo è quello comunemente citato dai critici di Tether.
    “Quindi dire che USDT si apprezza rispetto a USD perché sui broker dove si vendono bitcoin questi vengono comprati in USDT significa che tether è una truffa e quindi non può essere il funzionamento fisiologico ufficialmente attribuito a tether.” > Piuttosto USDT si apprezza quando i prezzi delle crypto scendono e gli investitori cercano USDT per proteggersi (quindi viceversa); e perchè questo apprezzamento dovrebbe rappresentare una truffa? Avere un asset stabile per fare hedging senza dover fare cash out è il motivo per cui Tether è stato creato.
    (4) Si ma non si sa quanti effettivamente riescono a prelevare USD da USDT su Bitfinex, e il fatto che “quella fiat money da qualche parte c’è” (cioè c’è per alcuni prelievi) non è garanzia che ci siano le riserve dichiarate a fare il backing di tutti gli USDT in circolazione.
    (5) Tether ritira e immette Tether in base all’apprezzamento/deprezzamento di USDT su USD, non solo su Bitfinex ma su tutti gli exchange in cui è usato Tether, per questo Bitfinex ha degli accordi con i vari exchange per mantenere il meccanismo di compensazione.
    La presunta truffa può anche essere usare i dollari depositati a fronte di USDT per acquistare Bitcoin, perchè è equivalente a creare Tether dal nulla per comprare crypto: se 100ML USD versati a fronte di 100ML di USDT non sono in riserva, sulla base di cosa sono stati creati i Tether?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Ho tolto i commenti nidificati su 3 livelli perché il layout li rendeva difficilmente leggibili. Rispondi al commento mamma per creare un commento fratello in coda sullo stesso livello. Per risponderti:
      1) Tutta la trasparenza che richiedi per Tether non è offerta da nessun altro exchange, né tantomeno dalle banche tradizionali. Anzi, vai a fare un audit per vedere se una qualsiasi banca tradizionale ha davvero in pancia i tuoi 2 miliardi di euro. Quando scopri le percentuali di riserva frazionaria che fanno ti metti a piangere. Secondo te perché il Tesoro (quindi noi contribuenti) abbiamo dovuto pagare 8.8 mld di euro per i buchi di monte dei paschi?
      2) Il prezzo che vedi di tether è conseguenza del trading fatto su kraken di USDT contro USD, l’unica piattaforma che permette di fare trading in questo modo. Non è dovuto quindi a una questione macroeconomica di emissione di maggiore tethers, ma a traders che operano su rumors e news riguardo alla stabilità di tether llc.
      3) USDT si apprezza in quel caso nei confronti di bitcoin, perché USD si apprezza nei confronti di bitcoin, e USDT mantiene la parità.
      4) ancora, la garanzia non ce l’hai da nessun exchange né banca
      5) tether sono ritirati e immessi solo a fronte di depositi e prelievi di usd da tether. Non puoi immettere 1 tether se non c’è 1 usd dietro. Quindi non può apprezzarsi tether se non si apprezza anche il dollaro, perché senza il dollaro non puoi scambiare quel tether per bitcoin poiché quel tether non esiste. L’unico modo è crearlo dal nulla, e quindi stai presumendo ancora la truffa come ipotesi di partenza e non come conseguenza del ragionamento

      • Luca ha detto:

        (ho visto che Rispondi era ancora funzionante sui commenti sopra ma dopo aver inviato il commento)
        (1) Gli altri exchange non gestiscono criptovalute stabilizzanti con parità 1:1 con una moneta fiat. Tether/Bitfinex non ha quasi alcuna trasparenza, non si sa assolutamente nulla delle riserve e di molte altre condizioni con cui operano, specialmente circa Tether. Le banche tradizionali dovrebbero forse avere obblighi di disclosure e controllo maggiori, infatti i crash di alcune banche hanno avuto effetti macro sul mercato. Ma questo non conta perchè se delle altre entità non sono trasparenti, non è un motivo valido per cui quella in questione può permettersi di non esserlo a sua volta.
        (2) L’emissione di Tether avviene per i motivi esposti in precedenza. Il trading su Kraken influenza il prezzo a sua volta ma non cambia il meccanismo in base al quale dovrebbero avvenire i grants di Tether, che è sempre per mantenere la parità. I traders su Kraken si approfittano appunto del fatto che le emissioni e i ritiri di USDT faranno tornare il prezzo attorno ad 1 USD, e da questo speculano con facilità.
        (3) Certo, è appunto così che funziona.
        (4) Non proprio: se non si può prelevare da una banca tradizionale la cosa è piuttosto nota. Penso che sia anche un obbligo della banca comunicare in che tempi e modalità possano avvenire i prelievi. Inoltre fino a certe somme c’è garanzia da parte dello stato di redimere il proprio conto. Per gli exchange: non fanno gli stessi claim di Bitfinex/Tether LLC, e non gestiscono una criptovaluta che funziona come Tether. Gli exchange poco chiari su altre condizioni sono pieni di reviews negative da parte degli utenti che non hanno potuto prelevare o hanno altre difficoltà. Finora si è trattato più di discriminazione di utenti specifici rispetto a rischi di truffa o rischi sistemici a livello di mercato. Se un exchange oggi avesse la portata di Mt.Gox quando è saltato, e ci fosse la stessa mancanza di trasparenza, gli investitori dovrebbero avere ragionevolmente gli stessi dubbi che hanno ora con Bitfinex/Tether.
        (5) Dal momento che (a) non c’è trasparenza sulle riserve che provi quanto dichiarato nel whitepaper, (b) le emissioni di Tether sono enormi e cresciute esponenzialmente, e (c) ci sono analisi che mostrano come i grants di Tether abbiano influenzato il prezzo delle criptovalute, considerare l’ipotesi della truffa come potenzialmente valida è logico, è anche il comportamento che ci si attende da investitori accorti.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Gli altri exchange hanno un token che rappresenta i balance degli utenti e lo chiamano USD. Si suppone che questo USD abbia un sottostante in dollari, ma nessuno lo sa. Nessuno vede come vengono spostati questi USD, Kraken o GDAX potrebbero attribuire a certi account milioni di USD e noi non ne sapremmo niente. Tether non sarà trasparente ma rispetto a questi USD ha almeno ogni movimento tracciato su blockchain pubblica.
        C’è garanzia delle banche tradizionali sui conti fino a 100.000 euro. 2 miliardi o 2 milioni che fossero non li garantisce nessuno. E che non si possa prelevare dalle banche sarà cosa nota, ma rimane cosa vergognosa.
        Probabilmente lamentandoci di tether/bitfinex ci stiamo lamentando del sistema più trasparente che c’è sul mercato delle crypto, non solo, probabilmente addirittura rispetto al sistema bancario tradizionale.
        Le emissioni di tether sono enormi e cresciute esponenzialmente, tanto quanto la crescita di bitcoin e la sua domanda, quindi è assolutamente in linea. Le analisi sono smentite da altre analisi e non provano nulla. Ipotizzare la truffa e agire in modo accorto è comunque sacrosanto.

  14. Manuel ha detto:

    Anche l’agenzia di Rating Weiss parla del pericolo reale dei TETHER:
    https://weisscryptocurrencyratings.com/alert/the-danger-of-tether-218
    Quindi un crollo epico del mercato è possibile, ma questo deve essere visto come un’opportunità per comprare a prezzi stracciato e holdare no come la fine delle crypto!

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