Trading e Tasse

 

1. Introduzione

2. Aprire posizioni long o short

3. A quanto ammonta il tasso di interesse?

4. Che capitale iniziale mi serve per investire?

5. I rischi: liquidazione della posizione

6. Consigli e formule: evitare la liquidazione e calcolare la leva

7. Guida pratica: aprire un long su Bitfinex (con screenshots)

8. Trading mediante CFD

9. Tasse in Italia

 

1. Introduzione

Il trading a margine (o in leva) permette di guadagnare moltissimi soldi anche con un capitale iniziale molto basso, e non è affatto complicato da comprendere ed eseguire. Il concetto è semplice: si prendono in prestito dei soldi a tempo indeterminato, per effettuare operazioni di acquisto e vendita di una cryptomoneta. Quando riteniamo sia il momento giusto, restituiamo i soldi (più un tasso di interesse) e ci teniamo quanto guadagnato grazie alle operazioni effettuate.

Quando apriremo una posizione in leva, o di margin trading, decidiamo a priori il massimo che siamo disposti a perdere nell’eventualità in cui l’operazione non andasse come previsto. Quanto siamo disposti a rischiare è anche la “garanzia” che mettiamo a disposizione per poter ottenere il prestito, detta “margine”: da qui, margin trading. Si chiama anche trading in “leva” poiché investendo una somma ottenuta in prestito, apriremo una posizione molto più grande rispetto a quanto ci sarebbe permesso col nostro modesto capitale iniziale.

Il trading a margine si fa sempre su una coppia di monete, ad esempio XBT/USD (Bitcoin/Dollaro). È possibile aprire due tipi di posizione: long o short.

Se apriamo una posizione long stiamo scommettendo che il Bitcoin si apprezzi rispetto al Dollaro. Se apriamo una posizione short stiamo invece scommettendo sul fatto che il valore del Bitcoin scenda.

 

2. Aprire posizioni long o short

LONG XBT/USD: prendo in prestito dollari, coi quali compro Bitcoin. Quando il valore del Bitcoin è salito, vendo i Bitcoin riottenendo i dollari. Restituisco quindi la somma di dollari che avevo preso in prestito e mi tengo la plusvalenza.

Esempio numerico: prendo in prestito 10 mila dollari, coi quali compro 2 bitcoin (ipotizzando che il prezzo del bitcoin sia 5000 dollari). Aspetto una settimana, durante la quale il prezzo del Bitcoin sale a 5500 dollari (un aumento del 10%). Vendo quindi i 2 Bitcoin, ottenendo 11 mila dollari. Restituisco quindi 10 mila dollari e mi tengo la plusvalenza di 1000 dollari, meno un interesse pagato per ottenere il prestito per disporre dei fondi per una settimana.

SHORT XBT/USD:

Nel caso dello short, sto scommettendo che il prezzo del Bitcoin cali. Quindi prendo in prestito 2 Bitcoin (per un valore totale di 10.000 dollari) e li vendo. Quando il Bitcoin sarà sceso, ad esempio del 10%, ricomprerò i 2 Bitcoin spendendo solo 9000 dollari. Mi tengo quindi la plusvalenza di 1000 dollari, meno il tasso di interesse. Lo short è anche detto “vendita allo scoperto” poiché stiamo vendendo qualcosa che non è di nostra proprietà, ma che abbiamo preso in prestito.

NOTA: nelle piattaforme di exchange solitamente il trader non deve effettuare manualmente tutte le operazioni ora elencate per aprire una posizione long o short, è sufficiente che specifichi l’ammontare della posizione che si vuole aprire e prema un singolo comando, ad esempio: “BUY 2BTC” oppure “SELL 2BTC”. L’exchange in un istante disporrà del credito necessario a coprire la nostra richiesta e con esso immetterà un ordine sul mercato per l’apertura della posizione.

 

3. A quanto ammonta il tasso di interesse?

Ogni exchange mette a disposizione i fondi a un diverso tasso. Nel caso di Kraken ad esempio, è dello 0,01% ogni 4 ore. Questo significa che prendendo a prestito 10.000 dollari, pagherò 6 euro al giorno, più i costi di apertura e chiusura della posizione (0,25% circa) quindi altri 50 euro totali. All’incirca, i costi totali per una settimana risulterebbero 90 euro. Su Bitfinex invece il costo del tasso di interesse dipende dalla domanda e offerta di credito. Ovviamente, su qualsiasi piattaforma il credito messo a disposizione è nient’altro che denaro depositato da altri utenti. Ad esempio, su Bitfinex qualsiasi utente può depositare il proprio denaro (anche in forma di BTC) sul funding wallet e  aprire una posizione di funding. Per l’utente che fa trading a margine, ho calcolato che mediamente il costo complessivo di apertura e chiusura di una posizione ammonta allo 0.1% al giorno, quindi 10 dollari su un prestito di 10.000, 70 dollari totali se si tiene la posizione aperta per una settimana. Data la stabilità della piattaforma, per il margin trading consiglio di usare Bitfinex, di cui più sotto sono presenti gli screenshot per guidare l’utente all’apertura di una posizione long in BTC, con collaterale in BTC.

Per tornare ai numeri,  se il tasso di interesse pagato è di 70 dollari, alla chiusura di una posizione dovrò restituire 10.070 dollari totali. Se il prezzo del Bitcoin era salito del 10%, avrò un guadago netto totale di 11.000-10.070=930 dollari.

Conclusione: se Bitcoin si apprezza dell’10% in una settimana (da 5000 a 5500) “investendo” solo 0.6btc in un long XBT/USD avrò ottenuto ben 930 dollari in 7 giorni al netto del tasso di interesse. Se avevo un capitale iniziale di 0.6btc=3000 dollari, mi ritroverò dopo una settimana ad avere: 0,6btc=3000 dollari + 930 dollari, per un valore totale = 3930 dollari. A fronte di una crescita del 10% de Bitcoin, il mio portafoglio è cresciuto del 30%. Questo significa che anche con un capitale iniziale modesto, aprendo e chiudendo posizioni nell’arco di un anno e calcolando l’interesse composto, è possibile avere grandi guadagni, specialmente se guardiamo al grafico dello storico del prezzo di Bitcoin (che nell’ultimo anno è quintuplicato).

  

4. Che capitale iniziale mi serve per investire?

per prendere in prestito 10 mila dollari su un exchange è di solito sufficiente vincolare come collaterale, o garanzia, solo circa il 30% della somma, ma la leva massima dipende dall’exchange. Posso decidere liberamente di mettere la somma in garanzia in dollari oppure in Bitcoin (ma anche in altre monete accettate dall’exchange per il trading a margine). Quindi per prendere in prestito 10 mila dollari potrei mettere a garanzia 3000 dollari oppure 0,6 Bitcoin (se un Bitcoin vale in partenza 5000 dollari). Quando avrò chiuso la posizione e restituito il prestito, i miei 0.6btc, o 3000 dollari, saranno svincolati e potrò nuovamente disporne a mio piaciemento.

Non c’è un limite inferiore significativo per cui si debba iniziare il trading. Anche uno studente squattrinato può farlo con un budget iniziale di 50 euro. Compra Bitcoin anche in contanti su un mercatino, ad un ATM, oppure tramite Bitboat. Quindi si iscrive in modo anonimo (mail e password) su un exchange come Bitfinex e può già aprire posizioni long e short.

 

5. I rischi: liquidazione della posizione

Se apro una posizione long perché mi aspetto che il prezzo di Bitcoin cresca, ma il prezzo scende, cosa può succedere? Se la posizione è in perdita al punto di venire liquidata, perderò tutto il collaterale, ovvero il capitale messo a garanzia. Riprendendo l’esempio già fatto, se apro un long prendendo un prestito di 10.000 dollari con 3000 a garanzia (cioè il 30%, rapporto di leva di circa 1/3), e il prezzo scende drasticamente e la posizione viene liquidata, perderò i 3000 dollari. Per comprendere a che punto, ovvero a quale valore del prezzo Bitcoin la posizione verrà liquidata, il calcolo è semplice. Lo vediamo prima con un esempio numerico e in formula poi.

Dobbiamo sempre tenere in mente che il nostro obiettivo è restituire i 10.000 dollari a chi, tramite exchange, ce li ha prestati. Se aprendo la posizione long ho acquistato 2 Bitcoin, inizialmente dal valore di 5000 ciascuno (per cui ho speso i 10.000 dollari presi in prestito), ma il prezzo del Bitcoin scende del 10% a 4500 dollari, l’ammontare della mia posizione varrà solo 9000 dollari. Se chiudessimo la posizione in questo momento, dovremmo restituire 10.000 dollari, ma siccome la posizione è in perdita, ne avremo solo 9000. Dovremo quindi mettere mano al nostro collaterale. Alla chiusura della posizione, ci ritroveremo in mano solo 2000 dollari, con una perdita netta del 33% sul capitale che avevamo a disposizione inzialmente (il nostro collaterale o garanzia). Dato il trend del Bitcoin generalmente positivo nel medio/lungo periodo, ma volatile e burrascoso nel breve periodo, il buon trader di cryptovalute deve essere in grado di far fronte a ribassi improvvisi molto consistenti, senza chiudere la posizione in perdita, attendendo quindi che il prezzo torni a dare profitti positivi. Il problema più grosso è la liquidazione forzata, ovvero un punto in cui le perdite sono tali che la nostra garanzia non è sufficiente a colmarle, per cui l’exchange ci chiude la posizione automaticamente. Dobbiamo quindi sempre assicuraci che nel nostro wallet ci sia abbastanza liquidità per non farci chiudere la posizione.

Calcolare il punto di liquidazione è semplice. Ricordiamo che, per essere certi di poter restituire il prestito, dobbiamo garantire che nel nostro portafoglio ci sia abbastanza denaro per restituire l’importo del prestito. Di conseguenza:

collaterale + valore della posizione = importo del prestito

Nel caso d’esempio:

3000$ + valore della posizione$ = 10.000$

Quindi:

3000$ + (2btc * prezzo BTC) = 10.000$

Che risolviamo così:

prezzo BTC (di liquidazione) = (10.000 – 3000) /2 = 3500$

Se quindi dopo l’apertura della posizione il prezzo del Bitcoin scenderà da 5000$ a sotto i 3500$ la posizione verrà liquidata. Immaginiamo infatti che il prezzo vada a 3499$: il nostro portafoglio ammonterà a 3000$ di collaterale + 2btc (che in dollari sono 6.998$), per un valore totale di 9.998$, non sufficiente a restituire i 10.000$ presi a prestito.

In realtà, la posizione verrà liquidata prima che il prezzo scenda a 3500$, poiché non dovremo restituire solo l’importo preso in prestito, ma anche gli interessi da pagare e le commissioni per il cambio pagate all’exchange. Inoltre, per precauzione l’exchange liquida sempre la posizione prima che questa raggiunga il limite inferiore. Ad esempio, Bitfinex richiede che il valore della tua posizione sia almeno il 15% più elevato dell’importo da restituire. Il motivo è che l’exchange si deve proteggere qualora il prezzo scenda così repentinamente che la posizione, una volta liquidata, non possa più coprire il prestito. In quel caso è l’exchange stesso a dover restituire la somma al creditore. Quest’ultimo è un comune utente che ha messo a disposizione i propri fondi, guadagnando passivamente un interesse. Ogni exchange ha le sue regole relativamente al prezzo di liquidazione, vediamo un esempio ipotizzando di usare Bitfinex (+15% rispetto all’importo del prestito).

Per calcolare il prezzo di liquidazione dovremo immaginare che il nostro capitale sia sufficiente a coprire un prestito almeno il 15% superiore rispetto a quello effettivo, perciò richiamando l’esempio precedente: 10.000 * 1,15 = 11.500. Rifacendo i conti:

prezzo BTC (di liquidazione) = (11.500 – 3000) /2 = 4250$

Nell’esempio, dato che il prezzo di liquidazione è solo il 17% inferiore al prezzo di apertura della posizione (Base price), e dato che siamo abituati a violenti dump del prezzo del Bitcoin di percentuali maggiori, un rapporto di leva così elevato fra il collaterale messo a garanzia e l’importo totale della posizione potrebbe essere molto rischioso. È sempre un bene calcolare il liquidation price, provvediamo dunque a fornire la formula relativa all’esempio in cui stiamo operando un LONG BTC/USD.

 

Legenda:

BTCposizione = quantità di Bitcoin acquistati per l’apertura della posizione

Base price = prezzo del BTC nel momento dell’apertura della posizione (ovvero il prezzo di acquisto dei BTC quando si immette l’ordine BUY in leva)

BTCcollaterale = Bitcoin messi in garanzia come collaterale per l’apertura della posizione.

collaterale$ = dollari messi in garanzia come collaterale per l’apertura della posizione

prezzoBTC = il prezzo che fa scattare la liquidazione della posizione

  

Nel caso il nostro collaterale sia in USD:

collaterale$ + valore della posizione = importo del prestito * 1,15

esplicitando:

collaterale$ + prezzoBTC * BTCposizione = BTCposizione * Base price * 1,15

Quindi:

prezzoBTC = (BTCposizione  * Base price * 1,15 – collaterale$)/BTCposizione

  

Nel caso il nostro collaterale sia in BTC

collateraleBTC + valore della posizione = importo del prestito *1,15

Specifichiamo:

prezzoBTC * BTCcollaterale + prezzoBTC * BTCposizione = BTCposizione * Base price * 1,15

Raccolgo prezzoBTC e tengo a sinistra dell’equazione, quindi:

prezzoBTC = (BTCposizione * Base price * 1,15) / (BTCcollaterale + BTCposizione)

Spesso il trader non ha come incognita dell’equazione il liquidation price (prezzoBTC), che invece sceglie di definire a priori insieme alla somma massima che è disposto a investire (il collaterale). Di conseguenza, il trader vuole sapere, per un determinato prezzoBTC e il capitale da investire, quale sia l’ammontare di BTC da acquistare con ordine di BUY in leva, ovvero l’incognita diventa BTCposizione. Rigirando quindi la formula abbiamo quanto segue

Se il collaterale è in dollari:

BTCposizione = collaterale$ / (Base price * 1,15 – prezzoBTC)

Se il collaterale è in BTC

BTCposizione  = prezzoBTC * BTCcollaterale / (Base price * 1,15 – prezzoBTC)

 

6. Consigli e formule: evitare la liquidazione e calcolare la leva

Scarica qui l’excel per calcolare rapidamente ammontare della posizione e prezzo di liquidazione

Data la volatilità del Bitcoin e delle cryptomonete in generale, con cali e salite improvvisi sono ancora possibili oscillazioni di oltre il 70% (come dimostrato in questo articolo). Consiglio quindi a qualsiasi trader di coprirsi le spalle e mettere a collaterale una quantità sufficiente per far sempre fronte a enormi dump del prezzo. Nelle formule fornite sopra (vedi anche l’excel), basta accertarsi che il rapporto fra prezzo di liquidazione e base price (prezzo di acquisto) sia maggiore di 0,5, eventualmente aggiungendo dei fondi a collaterale successivamente all’apertura della posizione, qualora si inizino a incorrere perdite. Una volta fissato un prezzo di liquidazione molto basso, possiamo lasciare aperta la posizione senza monitorarla ossessivamente, evitando così di preoccuparci troppo anche se stiamo incorrendo in grosse perdite, nel breve periodo: infatti il trend nel medio-lungo periodo è sempre positivo, quindi salvo che fissiamo un orizzonte temporale molto limitato per il nostro investimento, qualsiasi posizione che non venga liquidata tornerà, prima o poi, in profitto. Quello di cui dobbiamo curarci è solo il tasso di interesse che paghiamo, il quale è comunque generalmente poco significativo considerato il trend rialzista del Bitcoin. Per fare un esempio, se nell’ultimo anno avessimo mantenuto aperta una posizione long da 10.000$, avremmo pagato circa 3600$ di interessi per 365gg, ma l’apprezzamento del Bitcoin è stato del 500% nell’arco di quel periodo, perciò avremmo comunque avuto un guadagno netto di ben 36.000 euro circa (50.000 meno 10.000 di prestito e 3600 di interessi). Questo a fronte di un capitale inizialmente investito di soli 2 bitcoin e senza calcolare l’interesse cumulato, che si applica qualora il trader consolidi la posizione, investendo i guadagni in una posizione long più grande.

Mentre una posizione long su Bitcoin ha ottime probabilità di successo, uno short è sconsigliabile. Per altre cryptomonete tuttavia, ci sono occasioni da non perdere: un esempio è lo short eseguito su Bitcoin Cash ai primi giorni dal lancio, come descritto in questo articolo

 

7. Guida pratica: aprire un long su Bitfinex (con screenshots)

Innanzitutto, è necessario caricare il margin wallet Bitfinex con dei BTC

Qualora si avessero già de BTC su Bitfinex, ad esempio nell’exchange wallet, è sufficiente spostarli nel margin wallet

Fatto ciò, andare in Trading BTC/USD (punti 1-2 nell’immagine sotto), cliccare su “Margin” (3), impostare il tipo di ordine (4): “Market” se vogliamo aprire il long acquistando i Bitcoin immediatamente a prezzo di mercato, oppure “Limit” per acquistarli nel momento in cui il prezzo raggiunge un valore determinato (in quel caso l’apertura della posizione avverrà solo quando BTC raggiungerà quel prezzo), quindi specificare l’ammontare di Bitcoin che vogliamo acquistare (5). Ovviamente l’ammontare massimo dipende dalla nostra disponibilità in termini di collaterale. Ricordiamoci che stiamo aprendo un long in BTC, ponendo a collaterale BTC. Seppur il passaggio da effettuare sulla piattaforma sia un semplice click, dal punto di vista economico stiamo prendendo a prestito dei dollari, con cui compriamo dei BTC a un determinato prezzo (Market o Limit, a seconda di cosa scegliamo). Quando chiuderemo la posizione, venderemo i Bitcoin acquistati ottenendo dei dollari. Se chiudiamo la posizione in positivo, sul nostro Margin wallet in USD ci vedremo accreditata la somma spettante in dollari. Se chiudiamo in negativo, parte (o tutto) del nostro collaterale verrà venduta in cambio di dollari, per rimborsare chi ci ha fatto credito. Per calcolare l’ammontare massimo di BTC che possiamo acquistare grazie al prestito, sulla base della garanzia (in BTC) di cui disponiamo nel margin wallet, cliccare sul pulsantino verde all’interno del riquadro (5). Per calcolare il prezzo di liquidazione di una data posizione che andremo ad aprire potete utilizzare questo file excel, di cui ho spiegato le formule al capitolo precedente di questa guida. Ovviamente, il long che stiamo aprendo adesso mette a collaterale BTC. Se volessimo mettere a collaterale USD, dovremmo prima passare i BTC al wallet exchange e cambiarli in USD; quindi spostare i dollari nel wallet margin USD. In ogni caso, una volta impostati tutti i parametri correttamente, per aprire la posizione cliccare su “Exchange buy” (6). Nello screenshot, più sotto (7) vediamo un elenco di valute e di wallet. Bitfinex ha due voci per ognuno dei tre wallet: exchange, margin e funding. La prima in alto è l’ammontare totale che deteniamo nel wallet, la voce sotto è l’ammontare disponibile per aprire ulteriori posizioni/ordini, ed è una frazione della prima voce. Se per aprire il long abbiamo cliccato sul tasto verde (all’interno del riquadro 5) decidendo di impegnare il massimo del collaterale che abbiamo a disposizione, la seconda voce sotto risulterà 0, poiché non possiamo più aprire altre posizioni. Il wallet exchange serve per effettuare semplici cambi di valute, mentre il wallet funding è utilizzato per fornire liquidità, in cambio di un tasso di interesse, ad altri utenti affinché possano aprire posizioni a margine. Nello screenshot sotto, alla voce Bitcoin, nel wallet funding, vediamo che abbiamo 3.32 Bitcoin e zero disponibili per aprire ulteriori posizioni (punto 7). Questo significa che i BTC sono interamente impegnati in un contratto di funding e stiamo percependo interessi passivi pagati da altri utenti che fanno trading sulla piattaforma.Quando apriamo una posizione di margin trading, questa sarà visibile nell’area dedicata di Bitfinex, come si vede in basso nell’immagine. Il prezzo di apertura (base price) è mostrato dalla linea grigia nel grafico, il prezzo attuale è la riga verde (o rossa se il BTC sta scendendo). Il prezzo di liquidazione, nel caso dello screenshot sotto, è fuori dallo schermo, perché troppo basso per essere visibile in quel range di prezzi. Se impostassimo la vista del grafico mensile o trimestrale, anziché giornaliera, vedremmo un range di prezzi più ampio e vedremmo quindi anche la linea corrispondente al liquidation price.
Se si tengono posizioni aperte per periodi piuttosto lunghi, consiglio di cliccare su “Term” sotto alla voce “Funding type” per vedere sempre il totale degli interessi pagati per quella posizione. Altrimenti i costi sono mostrati giornalmente (daily) e il giorno successivo non vedrete più quanto pagato i giorni precedenti.

Per chiudere una posizione aperta, cliccare sulla crocetta evidenziata nel riquadro rosso, in basso a destra. Verrà effettuato automaticamente un ordine di vendita dei vostri BTC all’attuale prezzo di mercato e il prestito ottenuto in USD verrà restituito. La differenza fra quanto guadagnato e il prestito restituito, se positiva, verrà accreditata sul margin wallet in USD.

8. Trading mediante CFD

Fino ad ora abbiamo parlato di trading mediante l’acquisto diretto di cryptovalute, ma è anche possibile speculare sui cambiamenti di prezzo di asset volatili come il Bitcoin senza acquistarne alcuno.

È il caso dei Contracts for Difference, o contratti per differenza (CFD). Funziona come per le scommesse alle corse dei cavalli: punto sul quel grosso stallone nero e spero che vada bene. Se si tratta del Bitcoin, il cui prezzo è salito del 10%, è senz’altro andato bene, poiché anche il valore del CFD seguirà lo stesso andamento. L’acquisto o vendita di un CFD non ha una ripercussione diretta sul Bitcoin: potrebbero esserci milioni di trader che scommettono in una rapida ascesa del Bitcoin, investendo milioni o miliardi in CFD legati al prezzo del Bitcoin, eppure il prezzo non ne risentirebbe minimamente e non una sola transazione Bitcoin verrebbe eseguita. Proprio come una scommessa non renderebbe più o meno veloce il cavallo, né in alcun modo condizionerebbe la sua corsa. Viceversa, il prezzo del Bitcoin determina il valore del CFD. Se per esempio un early adopter (o Satoshi Nakamoto stesso) potesse influire sul prezzo del Bitcoin con un enorme acquisto o vendita, potrebbe prima aprire una posizione su una piattaforma di trading mediante CFD, e successivamente modificare a tavolino il prezzo del Bitcoin eseguendo l’enorme ordine sugli exchange di crypto tradizionali.

Le piattaforme che tradano CFD solitamente si occupano anche di mercati FOREX oltre che crypto come Bitcoin, Ethereum e Litecoin, che sono state aggiunte solo di recente. Perciò iscrivendosi è possibile operare su entrambi i mercati. Alcuni esempi di queste piattaforme sono eToro, markets.com, xbt.com

9. Tasse in Italia

Un enorme vantaggio del trading di cryptomonete in Italia per le persone fisiche è la fiscalità. Non c’è una legislazione specifica per le cryptomonete, ma vi sono vari interpelli fatti da privati all’agenzia delle entrate, le cui risposte sono pubbliche e sempre concordanti. Va specificato che la risposta dell’ADE ad un interpello è valida solo per chi ha fatto l’interpello, tuttavia, in mancanza di altra normativa, è l’unico documento su cui si può fare giurisprudenza. Se l’agenzia delle entrate dovesse perseguire la persona fisica che abbia realizzato guadagni grazia alla plusvalenza derivata da trading, questi può dimostrare di avere agito in buona fede adeguandosi, secondo buon senso, alle risposte date agli interpelli.

Il Bitcoin (o altre crypto affini) sono considerati come una moneta estera: acquistare bitcoin equivale per il fisco all’acquisto di dollari. Se i movimenti di denaro per le operazioni di cambio non superano il valore 51.645€ nell’arco di 7 giorni, la compravendita (come per il dollaro) non si considera un’attività speculativa. In poche parole, è come se comprassimo dei dollari per andarli a spendere negli Stati Uniti: se poi decidiamo di non spenderli, e li riconvertiamo in euro, non siamo tenuti a dichiarare al fisco la plusvalenza. Se però movimentiamo più di 51.645€, l’ADE riterrà che in quei movimenti c’è un chiaro intento speculativo. La cifra è determinata da una vecchia normativa, già dai tempi della lira, che identificava il limite a 100 milioni di lire. Da qui il cambio: 100.000.000 / 1936,27 = 51.645. Attenzione però: non si tratta di attività speculativa se ci limitiamo alla semplice compravendita. Se facciamo operazioni a margine, l’ADE potrebbe applicare una logica diversa. Per movimenti superiori a 51.645€ nell’arco di una settimana, la tassazione è la medesima dei mercati finanziari come il FOREX, ovvero il 26% sulla plusvalenza.

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58 Risposte

  1. Stefano ha detto:

    Eccellente, davvero.

    Era tantissimo che non trovavo un articolo che mi facesse dire “ehy, sta roba è davvero fatta bene e utlie!”, soprattutto nella nostra lingua, e tu ci sei riuscito.
    Hai chiarito parecchie cose che non capivo (tipo: se perdo più del 30% devo metterci più soldi? a quanto ho capito non è così), e hai aiutato me che sono il tuo lettore ad ampliare le sue conoscenze in modo chiaro.

    Tengo nei preferiti per fare eventualmente rifermento alle formule, e mi permetto di condividere in giro.

    Alla prossima!

  2. Gina ha detto:

    Articolo molto chiaro. complimenti.
    Giusto un chiarimento quando dici “Se facciamo operazioni a margine, l’ADE potrebbe applicare una logica diversa.” Potrebbe cioè richieder eil 26% delle tasse anche sotto la soglia dei 51645euro?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Si, ovviamente l’ADE avrebbe un bel da fare per dimostrare che stai facendo operazioni a margine, piuttosto che rientrando da un investimento puro in bitcoin. Considerato poi che queste operazioni si possono fare anche in modo anonimo, o comunque pseudonimo (mail e psw) su exchange, penso sia impossibile per l’ADE dimostrarlo, salvo che si tenti di regolare tutti gli exchange del mondo, impedendo l’accesso dall’Italia per quelli che non si conformano. Ovviamente guardare all’ammontare delle uscite dal tuo cc non basta: potresti aver comprato 100 euro di Bitcoin a un banchetto nel 2010 e ora essere milionario. Se le autorità italiane vogliono lanciarsi contro mulini a vento…

      • Maurizio ha detto:

        ciao alberto complimenti per il sito. esempio ho versato su coinbase in un anno 50000 euro
        facendo compravendita di cripto a fine anno ho su coinbase 60000 euro in euro e 50000 euro in btc e li lascio su coin base. Cosa devo dichiarare?.
        Se invece i 60000 euro (in euro) li prelevo e li invio a cc cosa devo dichiarare e pagare?

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Ciao, se lasci queste somme presso un intermediario finanziario estero (come Coinbase), a prescindere che siano bitcoin o euro/dollari, devi inserirlo in quadro RW (ma è un’interpretazione giurisprudenziale, non c’è una legge). Se invece lasci i bitcoin nel tuo wallet, non presso un intermediario, non devi dichiarare niente e il problema tasse non persiste.
        Se prelevi e invii al cc i 60000 euro allora devi dichiarare la plusvalenza e ci paghi il 26% di tasse.

  3. Luigi Tecnologo ha detto:

    Bell’articolo, ma per °movimento°, si intendono le operazioni dentro l’exchange? Come può sapere l’AdE quante ce ne sono state?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Anche volendo non potrebbe, a meno di regolamentare tutti gli exchange del mondo. Il movimento è quello sul tuo conto corrente. Se sposti milioni di euro in Bitcoin ma poi te ne bonifichi solo 50k sul conto, oggi come oggi l’ADE non può farci niente.

      • Maurizio ha detto:

        quindi se lascio 30000 euro in btc e 300000 euro in euro su coinbase il problema tasse non esiste.
        se i 300000 euro in euro li sposto in cc allora il problema esiste?????

      • Alberto De Luigi ha detto:

        ti ho risposto nell’altro commento qui sopra

  4. Andy ha detto:

    Grazie Dell articolo.due domande che potrebbero trovare utili anche altri:
    1) Supponiamo io acquisti 20mila euro in bitcoin , poi Nell Arco di UN anno ( superiore all intervallo dei 7 giorni quindi ) decida Di rivendere a 40mila, questo profitto Di 20k da quanto ho capito NON é tassato. Va comunque riportato nella dichiarazione redditi, se si come ? Vedere UN bonifico in entrata da 40k euro e non avere rogne é assurdo

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Ciao Andy,
      ti suggerirei di non fare un bonifico unico in entrata, ma dilazionare importi minori nel tempo. La cosa migliore generalmente è spendere direttamente i Bitcoin anziché riconvertirli in euro e mandarli sul conto corrente. Se non riesci a spenderli dove vuoi, perché i siti e negozianti che li accettano non sono ancora così difussi, un’ottima soluzione sono le carte Xapo e Coinsbank (di quest’ultima trovi una recensione nella sezione blog) con cui puoi spendere BTC ovunque (sono su circuito VISA). Segui questi suggerimenti se proprio vuoi farti degli scrupoli e mantenere la massima prudenza, ma considera che comunque è del tutto legale fare come dici tu: un bonifico unico da 40k. Io non l’ho mai fatto ma conosco chi l’ha fatto in Italia. In quel caso la banca (una delle più grosse e diffuse in Italia) gli ha chiesto spiegazioni, lui ha risposto di farsi gli affari loro ed accettare il bonifico, che era tutto legale. Hanno accettato, ma poi gentilmente gli hanno chiesto di chiudere il conto corrente presso di loro. Morale della favola: finché è legale, fai tutto quello che vuoi, ma nel caso, cercati una banca buona, dove magari hai un contatto diretto con la direzione : )
      Ciao!
      Alberto

      • vincenzo ha detto:

        Bellissimo articolo , ma io vorrei aggiungere un quesito : se una persona decide di bonificarsi, come nell’esempio precedente 40k da un wallet o exchange lo fa per mettersi al sicuro dalla altissima volatilità delle crypto. Quindi se usa le carte XAPO o COINSBANK non rimane soggetto a tale volatilità?. a meno che non decida di spendere 40k in un giorno.
        grazie Vincenzo

      • Alberto De Luigi ha detto:

        vincenzo, puoi convertire tutti i bitcoin in euro e poi bonificarti gli euro (o spenderli con la carta ricaricabile, nel caso di coinsbank per esempio) con tutta la calma del mondo

      • Tharros ha detto:

        A me con Deustche bank é sucesso lo stesso caso. Chiusura in 48 ore del conto. Cambiato banca .

  5. Fabio S. ha detto:

    Ciao Alberto, volevo prima di tutto ringraziarti per il tuo articolo, sei sempre molto chiaro ed esauriente, e il fatto di scrivere di scrivere in italiano facilita ancora di piú la diffusione di questi concetti nel nostro paese.
    Da un po’ di tempo leggo recensioni negative riguardo bitfinex a causa rapporto bitfinex/tether. Sembra infatti che in questo momento non sia possibile effettuare dei redeem dei token tether.
    Ne parlano ad esempio in questo articolo
    https://medium.com/@bitfinexed/the-mystery-of-the-bitfinex-tether-bank-and-why-this-is-suspicious-a8a6407a1241

    tu cosa ne pensi? Lo reputi ancora affidabile?

    Grazie
    Fabio

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Ciao Fabio,
      regola numero 1: mai fidarsi degli exchange. Bitfinex è una piattaforma tecnologicamente molto stabile, veloce, direi la migliore per il trading. Ma non ne puoi uscire se non in crypto, perciò i profitti convertili in btc o altre crypto e spediscili sul tuo wallet, o se ti interessa uscire in fiat spediscili su kraken, o the rock trading, o bitstamp. Bitfinex è stato hackerato in passato, e non possiamo escludere che effettui riserva frazionaria e che si sottoponga a dei rischi, fra cui magari il fallimento e la chiusura. Quando teniamo parecchi soldi sugli exhchange, lo facciamo sempre a nostro rischio e pericolo. Ad ogni modo, in caso di crac non è detto che sia tutto perduto, finché scegliamo un exchange che sia sotto giurisdizione di un paese occidentale.

      • Tharros ha detto:

        Ma nonostante i due hacheraraggi bitfinex ha resistito e restituito i soldi ai suoi clienti . Adesso se sei verificato puoi prenderli in euro e in dollari.

  6. maurizio ha detto:

    Ottimo articolo, molto molto interessante.
    C’è da dire che però, giocare in leva sulle crypto significa avere una grande dose di sangue freddo perchè, come scritto, nel breve le oscillazioni sono paurose.
    Insomma, non è da tutti fare una cosa del genere, bisogna entrare in uno stato mentale che non ti fa entrare nel panico per le perdite che però potrebbero essere, nel breve, molto alte.

  7. Alfredo ha detto:

    Grande Alberto, sempre preciso e spieghi tutto in maniera semplice e comprensibile anche se sono temi al quanto abbastanza complesso per la maggior parte ddele persone.
    Grazie dele tue info.

  8. claudio ha detto:

    Grazie Alberto, articolo molto utile e chiaro. Volevo chiedeti qual’è la percentuale di interesse che viene riconosciuta qualora metta dei capitali nel funding.

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Al tasso di mercato. Se offri i tuoi capitali a un prezzo, ma c’è chi li offre a meno, non te li prenderà in prestito nessuno. Al momento il tasso di mercato è di circa lo 0.03% al giorno.

  9. Valerio ha detto:

    Altra domanda: nel mondo dell crypto, che differenze vedi nel fare trading long/short vs. usare piattaforme per CFD ?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Sicuramente la convenienza e la libetà d’uso (in termini di tasse, commissioni della piattaforma, privacy etc.). Ma principalmente, il trading in cfd non ti avvicina al mondo delle crypto: un conto è scommettere sul cavallo più veloce, un conto imparare a cavalcare il cavallo. La mia vicinanza al mondo delle crypto è primariamente per una questione ideologica, morale, politica, sociale. Voglio nel mio piccolo contribuire a rivoluzionare il mondo, diventare ricchi è giusto un “effetto collaterale”. Perciò, consiglio a tutti di trattare direttamente con “la materia prima” piuttosto che un indice che la rappresenta astrattamente. Maneggiate, trasferite, conservate Bitcoin, familiarizzate con quel mondo. Stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma, come l’avvento di internet: tradare cfd è come chiedere a un terzo di fare una ricerca su google o inviare una mail, mentre imparare a farlo in autonomia ti apre un mondo.

      • Tharros ha detto:

        Sono completamente d’ accordo inoltre investendo su alcuni Altcoin di riguardo ,si entra a far parte della comunity di sviluppo del progetto stesso.

  10. Rocco ha detto:

    ciao alberto, ieri con un amico abbiamo provato per la prima volta ad andare long su bitcoin su bitfinex.
    Seguendo anche la tua guida, abbiamo messo entrambi 0.999 btc a collaterale, comprando la posizione a 4855 e schiacciando sul pallino verde è uscito a entrambi 3.03 btc da comprare (quindi leva 3x, anche se io sapevo che il massimo fosse 3.3..vabbè). Il fatto strano però è che una volta cliccato su margin buy, l’ordine è partito ma il mio ha comprato solo 2.68 btc, mentre il suo 2.3 btc.
    Non ho capito nè perchè ha comprato un numero inferiore a 3 a entrambi, nè perchè lo ha fatto diverso tra di noi avendo messo entrambi le stesse identiche cifre. L’unica variabile che abbiamo visto che è diversa è “required equity” (l’ultima voce in basso a sinistra, sotto il btc/usd maintenance 15%) che ovviamente non abbiamo idea di cosa sia, il mio era 1.956 e il suo 1.7 e qualcosa. Any ideas? 😀 grazie

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Non è che avete immesso un ordine di acquisto a prezzo limite, quindi è stato eseguito parzialmente perché il btc non è più tornato a quel prezzo?

      • Rocco ha detto:

        io sicuramente si 😀 il mio amico non so ma è probabile…anche se in realtà dopo aver fatto l’ordine, il prezzo è sceso ancora, ma non ha fillato lo stesso fino al 3x…non avrebbe dovuto continuare a comprare anche a prezzo inferiore?
        Cmq un’altra domanda al volo..se si volesse alleggerire la posizione, si dovrebbe mettere un ordine short e lui in automatico te lo scala dal long giusto? Senza dover chiudere e riaprirne un’altra che sarebbe sconveniente per i costi. In tal caso, se ad esempio ho 1btc a collaterale, ne ho presi 3 con leva, e voglio shortarne 1 (rimanendo quindi sempre con 2btc comprati) dovrei fare un ordine short di 1 btc? (e il collaterale rimarrebbe sempre 1?) Grazie 🙂

      • Alberto De Luigi ha detto:

        è come dici, con un particolare: siccome stai vendendo alcuni dei bitcoin della tua posizione, guadagnando dollari (sempre che la posizione sia in positivo), questi finiscono nel tuo margin wallet in dollari, e automaticamente sono considerati collaterale aggiuntivo. Quindi il collaterale non sarà di 1btc, ma di 1btc più alcuni dollari (almeno finché non li sposti dal margin wallet)

  11. Luca ha detto:

    Grazie per l’ottimo articolo! Volevo chiedere se è possibile mettere su Bitfinex o altri exchange uno stoploss come quando si opera in trading tradizionale.? Complimenti per il sito e la newsletter.

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Puoi inserire un ordine a margin di vendita al prezzo limite desiderato e per la quantità che desideri.

      • Roberto ha detto:

        Ciao Alberto e complimenti per la chiarezza dell’articolo:
        Vorrei capire meglio come impostare lo stop:
        Supponiamo che ho aperto una posizione long 0.30 btc a leva con margine al prezzo di 8395 $; voglio mettere uno stoploss a 7700$, chiudere in profitto 0.20 btc a 11200$ e 0.10 a 15000$

        procedimento:

        Per lo stoploss, nell’order form nel menù a tendina seleziono STOP, inserisco il prezzo di 7700$, l’ammontare di 0.30 btc e clicco margin sell. Giusto?

        Per chiudere al target indicato, nel menù a tendina seleziono LIMIT, inserisco il prezzo di 11200$, l’ammontare di 0.20 btc e clicco su margin sell – poi seleziono LIMIT, inserisco il prezzo di 15000$, l’ammontare di 0.10 btc e clicco su margin sell. Tutto giusto?

        Grazie 1000

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Ciao, scusa il ritardo ho avuto un po’ da fare, ho approvato solo ora i tuoi due commenti. È tutto giustissimo quello che dici.
        Per quanto riguarda “una volta eseguito l’ordine, la piattaforma non dovrebbe scalare dal balances l’ammontare dei btc messi a collaterale e visualizzarli separatamente?” la risposta è si. Come è visualizzato dipende dalla piattaforma. Se parli di Bitfinex, sotto al tuo balance vedi un secondo numero. Quel numero, salvo che non sia zero, è la parte del collaterale che puoi permetterti di spostare senza chiudere la posizione. Il tuo collaterale totale (numero sopra) meno quella parte è quanto necessariamente devi tenere sul margin wallet, perché è attivamente coinvolto come garanzia del prestito. L’unico modo infatti che hai per spostarlo è chiudere la posizione. In caso contrario la piattaforma non ti permette il trasferimento. Attenzione anche a spostare quelli che hai liberi, perché comunque significa togliere una parte del collaterale, cosa che fa salire il prezzo di liquidazione.

  12. Claudio ha detto:

    Ciao Alberto, ti seguo ormai da mesi e sei diventato il mio punto di riferimento nel mondo delle criptovalute. Ho aperto una posizione margin seguendo questo articolo a dir poco esaustivo ed illuminante. Vorrei chiederti una precisazione riguardo al foglio di calcolo: in entrambe le tabelle, ottengo dei risultati concordi con quanto mi aspetto nel caso del collaterale immesso in BTC, ma diversi nel caso di collaterale immesso in USD. Potresti aiutarmi a capire dove sbaglio? Grazie

    • Alberto De Luigi ha detto:

      detto così è un po’ difficile.. mi fai un esempio numerico? e i risultati non sono concordi con “quanto ti aspetti” oppure con quanto risulta facendo l’operazione su bitfinex?

      • Claudio ha detto:

        Il risultato ottenuto immettendo il collaterale in BTC è diverso da quello ottenuto immettendolo in USD. Ti lascio un’immagine: https://imgur.com/a/btPmW

      • Alberto De Luigi ha detto:

        Corretto. Se Bitcoin scende, il valore della tua posizione scende, ma anche il valore del tuo collaterale in Bitcoin, quindi vieni liquidato più facilmente. Con collaterale in dollari, solo il valore della tua posizione scende, il collaterale rimane stabile. Motivo per cui il collaterale in dollari ti permette di aprire una posizione più grande, a parità di prezzo di liquidazione. O a parità di posizione, con un prezzo di liquidazione inferiore.

      • Claudio ha detto:

        Avevo inteso quel campo semplicemente come un’opzione di mettere il controvalore del BTC in USD; non avevo realizzato la possibilità di aprire una posizione long con collaterale in USD. Grazie per la spiegazione, al prossimo articolo!

  13. fausto ha detto:

    buongiorno,

    volevo avere se possibile una delucidazione per quanto riguarda i bonifici che vengono fatti per comperare il bicoin…
    In sede di dichiarazione dei redditi devo segnalare che ho fatto un bonifico di € 50000 per comperare i bitcoin e che al 31 dicembre…….questi erano depositati all’estero? ossia devo andare in quadro RW oppure no? e la loro movimentazione in uscita e poi in entrata anche questa devo dichiarare al fine del monitoraggio fiscale.?

    per quanto invece riguarda la tassazione dell plusvalenze sono d’accordo a logica che sono esentate….

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Se hai un “conto corrente” presso l’exchange con euro o dollari, direi di si. Ma a mio avviso no se si tratta di un exchange come Bitfinex: quando il tuo balance segna 50k USD, in realtà possiedi 50k Tether dollar, che non sono USD, ma un semplice token che rappresenta il valore del tuo account, non puoi fare withdrawal in dollari e non è garantito da un sottostante in dollari. A mio avviso possedere Bitcoin o Tether dollar non richiede una dichirazione in quadro RW. Per rispondere correttamente alla tua domanda comunque bisognerebbe studiarsi la situazione giuridica di ogni exchange e valutare caso per caso

  14. Giovanni ha detto:

    Buongiorno Alberto, come da te consigliato, ho acquistato la carta Coinsbank: essendo la compagnia una “banca”, il conto aperto con loro, non sarebbe forse assimilabile ad un conto bancario vero e proprio detenuto all’estero e quindi da dichiarare?

    Grazie,

    Giovanni

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Se ci tieni sopra gli euro si, ma se custodiscono i tuoi bitcoin, non sono a conoscenza di alcuna legge per cui debba essere in qualche modo assimilabile a un conto corrente, quindi direi di no!

  15. Gigi ha detto:

    Ciao Alberto, ho ancora un dubbio su questo: “Se i movimenti di denaro per le operazioni di cambio non superano il valore 51.645€ nell’arco di 7 giorni, la compravendita (come per il dollaro) non si considera un’attività speculativa.”
    Mettiamo che io possegga 200mila euro in BTC, e che voglia monetizzarli tutti, o vendere per comprare altre cryptovalute (esempio degli ETH). Per rimanere esente da tasse, dovrei vendere massimo 51.645 a settimana? Quindi per far rientrare il capitale in banca, fare 4 bonifici in 4 settimane?
    Oppure, se volessi vendere i BTC su exchange e scambiarli in EUR, per poi acquistare ETH, anche in questo caso dovrei stare attento a non venderne più di 51.645 a settimana ?
    Con queste piccole attenzioni si è esenti da tasse? Tutto corretto ciò che dico?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Sull’exchange non ha senso convertire in euro perché da BTC puoi comprare qualsiasi altra crypto direttamente. Se anche passi in moneta fiat comunque potresti evitare il problema, ma dipende dall’exchange e da come è inquadrato giuridicamente e dalle sue policy. Nel caso di exchange come Bitfinex per esempio, i dollari che vedi USD nel tuo balance non sono veri dollari ma sono Tether Dollar, che è in realtà una cryptomoneta, un token rappresentativo dei dollari. I dollari veri li ottieni solo quando fai withdrawal sul tuo conto corrente bancario tradizionale. Probabile che altri exchange usino lo stesso metodo, bisogna leggere molto bene i termini contrattuali. Per tutto il resto che dici, è corretto e sei esente da tasse. Attenzione però a una cosa, qui si tratta solo di comprare e vendere crypto. Se fai operazioni a margine, ovvero prendi a presto dei soldi su exchange per acquistare e rivendere crypto, il capital gain in quel caso potrebbe ricadere in diversa fattispecie ed essere tassato. Dico potrebbe, ma a mio parere non c’è alcuna evidenza guardando alle risposte ad interpelli fatti all’agenzia delle entrate. Anche se fosse, mi chiedo come l’ADE penserebbe di dimostrarlo. Considera che puoi anche acquistare i BTC su un exchange, spostarli su un altro (magari prima passare tramite mixer) dove sei registrato in forma anonima (come Bitfinex, mail e psw sono sufficienti), magari accedendo da rete TOR, qui fare operazioni a margine con BTC a collaterale, chiuderle tutte e convertire in BTC, quindi tornare sul tuo exchange, magari passando un’altra volta da mixer, riconvertire in euro e bonificarteli. Nessuno può dimostrare che quei BTC che hai ora convertito vengono da un’operazione fatta a margine e che non sono per esempio Bitcoin che hai comprato a un mercatino nel 2010, poi di recente spostati fra qualche tuo wallet e infine sull’exchange.

  16. perri ha detto:

    Ciao Alberto, ottimi i tuoi interventi. Visto che hai trattato l’argomento CFD, avrei un quesito.
    Ultimamente viene pubblicizzato eToro per fare trading sulle criptovalute tramite CFD e sino qui nulla da dire,però
    dice che si possono acquistare/vendere anche per investimento come qualsiasi altro exchange,solo che è regolamentato
    quindi più sicuro,ti risulta? se è vero perché usare quella selva di exchange con diverse difficoltà e serietà………….?

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Regolamentato e più sicuro non sono termini che vanno a braccetto. Un exchange è sicuro soprattutto se sa proteggersi da attacchi hacker, e credo che altri exchange che sono da molto più tempo sulla piazza abbiano expertise di gran lunga maggiore di etoro. Se la parola “regolamentato” ti fa pensare che ci siano meno rischi di frode da parte dell’exchange stesso, faccio presente due cose:
      1) tutti i principali exchange bitcoin tradizionali, almeno in occidente, sono regolamentati dalle leggi del paese in cui operano, ad es. Kraken leggi USA (California) e banca tedesca d’appoggio, The Rock trading leggi di Malta, e banca italiana d’appoggio (Sella) etc.
      2) l’equazione “regolamentato = meno frodi” è molto spesso disattesa, anzi dove c’è lo zampino dell’autorità istituzionale la situazione è spesso peggiore. Monte dei paschi è sempre stata regolamentata ma le perdite sono state “socializzate” e pagate da noi contribuenti per miliardi di euro. Non è “frode” solo perché lo Stato non la chiama così e noi sudditi lo accettiamo. La crisi del 2008 USA? Tutto era regolamentato, eppure…

  17. Gigi ha detto:

    Ciao, un’altra domanda: ho esperienza con il margin trading su una diversa piattaforma che all’incirca funziona così: leva X 3 significa che la liquidazione avviene quando c’è una perdita di circa il 33% sul prezzo open, ovvero: investo 3000 (collaterale), in totale arrivo a 9000 e quindi la mia posizione viene liquidata quando il prezzo perde un 33% circa equivalenti appunto al mio collaterale. In pratica fino a che posso restituire i 3000 euro, non mi viene liquidato niente.
    Su bitfinex invece mi è sembrato di capire che la leva è fissa (X 3) e il margine della liquidazione anche, ma a differenza dell’altra piattaforma, qui su bitfinex la liquidazione avviene molto molto prima!! (un po meno del 15%).
    Tutto corretto? quindi è molto più rischioso fare margin trading su bitfinex…

    • Gigi ha detto:

      Mi rispondo da solo: usando tutto quello che ho in “margin wallet” la leva è un X3 con un margine di 1.15, mentre usandone solo una parte e quindi lasciando un po di fondi nel margin wallet, il margine aumenta.

      • Alberto De Luigi ha detto:

        esatto, leva 3 è il massimo impostabile, ma puoi semplicemente aprire una posizione meno rischiosa mettendo più fondi a collaterale ; )

  18. Ale ha detto:

    Un esempio pratico circa la tassazione: si sono acquistati Bitcoin e ETH in dicembre 2015 con exchange Bitstamp, spostati e tenuti poi in wallet hardware privato Trezor… e in questi giorni si decide di vender tutto. Il controvalore complessivo è di 100mila eur. Facendo 2 bonifici da 50 cadauno a settimana da Bitstamp a banca si è soggetti a tassazione del capital gain?
    Grazie per l’attenzione.

    • Alberto De Luigi ha detto:

      No, niente capital gain. Tuttavia consiglierei di evitare 2 bonifici da 50k. Fai più bonifici dilazionati nel tempo. Potresti attirare troppa attenzione, cosa mai positiva

  19. Tharros ha detto:

    Transazioni non oltre i € 20.000,00 al mese. Fatti una carta di credito in Altcoin .

  20. Alessandro B ha detto:

    Buongiorno Alberto e grazie per la disponibilità nelle risposte.
    C’è un quesito per il quale non riesco a darmi una risposta. Benchè sappia che ad oggi la pura compravendita di criptovalute non genera capital gain per persone fisiche, mi domando cosa succederebbe se in futuro introducessero una sorta di dichiarazione dei profitti su tutti gli importi.
    Mi spiego meglio:
    Se compro 10 azioni ed ho un profitto nella loro vendita, pagherò tasse sul profitto. Però in questo caso avevo 10 azioni e poi non le ho più perchè ho venduto.
    Nel caso delle cripto, se compro 1 bitcoin, mezzo lo tengo da parte e mezzo lo uso per comprare altcoin e nell’arco di un anno comprare e vendere numerose volte ottenendo un incremento dei bitcoin totali, se poi ne bonificassi una parte, come potrei calcolare il profitto sulla base dell’investimento iniziale, avendo ancora parte dei bitcoin sparsi tra wallet e exchange vari, e considerando le “n” transazioni effettuate? Un calcolo sarebbe “facile” solo vendendo tutte le cripto in un momento solo e facendo la differenza tra vendita ed acquisto.
    Questa è una domanda che mi pongo in vista di una regolamentazione futura.
    Grazie

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Se ho messo 1000 euro e comprato 5 bitcoin, poi ritiro 1200 euro, dichiaro il (ipotizziamo) 26% su quei 200 euro di capital gain. Non importa quanti bitcoin mi sono rimasti di quelli che avevo comprato coi miei 1000 euro, quelli potrei ancora perderli, o potrebbero vedere azzerato il loro valore. Finché non diventano euro, non dichiaro niente. Se metto 1000 euro e dopo 10 anni prelevo 1000 euro, non pago capital gain, anche se magari ora possiedo 1 milione di euro in bitcoin. Pagherò il capital gain quando cambierò in euro.

  21. Paolo ha detto:

    Salve Alberto, grazie per la disponibilità che ci dai.

    Mettiamo che nel 2017 abbia depositato su Coinbase tramite bonifico 1000€.
    Di questi 1000€ diciamo che 800€ sono stati usati per acquistare (sempre su Coinbase) un po’ di BTC, LTC e ETH , e i restanti 200€ sono invece rimasti lì.
    Poi mettiamo che i LTC e gli ETH acquistati su Coinbase li abbia spostati su HITBTC e li abbia usati per acquistare altre criptovalute.
    Quindi al 31/12/2017 mi ritrovo con 200€ e qualche BTC su Coinbase, e qualche criptovaluta varia su HITBTC.

    Devo dichiarare in quadro RW i movimenti su Conibase?
    E sugli scambi su HITBTC devo calcolarmi le eventuali plusvalenze e dichiararle?

    Grazie ancora per la disponibilità

    • Alberto De Luigi ha detto:

      Secondo gli interpelli, finché si rimane in quelle cifre (quindi sotto la già citata soglia dei 51k) non sono attività suscettibili di produrre reddito imponibile in italia, perciò non vanno nemmeno in quadro RW. Se poi tu superassi i 51k in crypto, il consiglio è tenere su wallet personale (e non su exchange) le quantità che eccedono, così da non essere tenuto a mettere comunque niente in quadro RW.

  22. Roberto ha detto:

    Ciao Alberto, complimenti per l’articolo, per me è stata una vera manna dal cielo la sua lettura.
    Avrei una domanda, inserito un ordine a mercato, a margine, di acquisto di 0.30 btc; una volta eseguito l’ordine voglio inserire uno stop loss, quindi vado su Margin, nella finestra order form seleziono Stop, inserisco lo stop price (prezzo di stoploss), inserisco 0.30 btc di ammontare e clicco su Margin sell. Giusto?
    Inoltre una volta eseguito l’ordine, la piattaforma non dovrebbe scalare dal balances l’ammontare dei btc messi a collaterale e visualizzarli separatamente?
    Grazie

  23. Fabio ha detto:

    ottimo articolo grazie

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