Alberto De Luigi intervista Giacomo Zucco4 minuti

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Bitcoin: visto dall’esterno è il paese di Bengodi e dei soldi facili: seducente perché un po’ borderline e un po’ nerd, vince facile nell’era della disruption digitale e della gara a chi ha la startup più cool e il look più hipster. Le promesse rivoluzionarie e l’ideologia anarchica lo santificano ad arma di liberazione di massa, conferendogli quell’aura salvifica di moralità. Ma quando ci sei dentro, ti accorgi che Bitcoin è un crogiolo di demoni in cui la sfiducia nel prossimo è una feature, non un bug. Più che un paradiso, è la società di diavoli razionali di Kant, dove è la logica a provvedere all’ordine, non l’onestà. La community pare uno scenario di guerra dilaniato dagli scontri fra le fazioni che si scannano per decidere il futuro del protocollo: aumentare la capacità della blockchain o non aumentarla? Più che una domanda è un casus belli. Al centro del dibattito, negli ultimi mesi di vita di Bitcoin, ci sono stati temi politici prima che tecnologici. Abbiamo vissuto una partita a scacchi a suo modo avvincente ed elettrizzante, fatta di propaganda, denunce, scommesse milionarie, misteri e dietrologie, ma anche contributi di grande spessore intellettuale, che raramente si vedono quando si parla solo politichese.

Questo mese, un articolo di questo blog riassumeva quanto sta accadendo e perché: http://www.albertodeluigi.com/2017/12/08/battaglia-per-bitcoin/

Tuttavia, poiché albertodeluigi.com è esplicitamente schierato sui temi politici di sviluppo del protocollo Bitcoin, per amor di imparzialità avevo annunciato che i lettori avrebbero avuto modo di sentire anche le ragioni della “fazione opposta”: direttamente da Giacomo Zucco in persona, CEO di Blockchainlab, anti-SegWit2x fino al midollo. Come promesso, trovate qui la video-intervista. Poiché la registrazione, inclusi problemi tecnici, è durata tre ore e si è svolta nel cuore della notte (ecco perché le facce stanche), per renderla più fruibile sono stati tagliati dei pezzi e l’intervista è stata divisa in modo un po’ casereccio in 5 spezzoni. In fondo all’articolo trovate i link a tutte e 5 le parti con relativa descrizione del contenuto.

Per chi è interessato ad andare al vivo della discussione, si propone anzitutto lo spezzone in cui Giacomo spiega le ragioni per cui si era opposto all’upgrade SegWit2x e perché invece sostenesse UASF BIP148:


Per capire meglio i presupposti e le assunzioni di base di Giacomo, è interessante la seguente analisi, che prende di petto il tema della scalabilità. Nel video Giacomo spiega che Bitcoin è ancora in fase di concepimento e, senza soluzioni alla scalabilità come Lightning Network, non può funzionare come mezzo di scambio per situazioni che richiedono cifre piccole o transazioni veloci. Se fino ad un anno e mezzo fa le transazioni sempre erano rapide e poco costose (con la prima conferma in 10 minuti circa), questo era dovuto soltanto al fatto che quelle transazioni erano un mero atto “dimostrativo”, come una prova in laboratorio, di come funziona la tecnologia blockchain. Secondo Giacomo è irrealisitico pensare di continuare a utilizzare la tecnologia Bitcoin come abbiamo fatto finora per tutti i tipi di transazione, come invece avremmo potuto aspettarci leggendo il White Paper di Satoshi Nakamoto senza approfondire successive obiezioni tecniche. In sostanza a detta di Giacomo non basta la tecnologia Blockchain per far funzionare egregiamente Bitcoin come moneta, è necessario un “layer” aggiuntivo. Qual è il limite di Bitcoin? La Blockchain!

Di seguito, con Giacomo discutiamo di quale potrebbe essere la dimensione giusta dei blocchi oggi e quale fra 10 anni. Dedichiamo anche una parte del discorso a Litecoin, come esempio di crypto alternativa con una capacità transazionale onchain maggiore, per analizzare i pro e i contro di un aumento del blocksize:

Ma perché è importante limitare la dimensione dei blocchi? Qual è l’utilità di rendere un fullnode economico da mantenere? Secondo Giacomo è una forma di prevenzione a possibili “attacchi” alla rete. Infatti i fullnode “economicamente rilevanti” hanno un certo peso nelle dinamiche di approvazione o rifiuto di un upgrade (fork) che può essere sgradito:

Se invece vi interessa capire chi è Giacomo Zucco, quali sono i suoi rapporti con Blockstream e Bitcoin Core, quali sono i contributi principali che Giacomo o la sua azienda ha portato nel mondo Bitcoin, questa è la parte dell’intervista in cui si auto-presenta:

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Di seguito i link a tutti gli spezzoni in ordine di registrazione:

Chi è Giacomo Zucco? (part 1/5) https://youtu.be/AxlRsQBGWhM

Bitcoin funziona o è in fase “demo”? (part 2/5) https://youtu.be/TlbQxn3UIqQ

Qual è la giusta dimensione dei blocchi? (part 3/5) https://youtu.be/egnvpIGmiNs

Come difendersi da un fork sgradito? (part 4/5) https://youtu.be/qern83omfpk

Perché dire NO a SegWit2x e SI a UASF (BIP148)? (part 5/5) https://youtu.be/SQ5QD8itpmg

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